Clari debutta con “Quel poco di cuore”: un album tra cantautorato contemporaneo, emozioni e ricerca sonora

Clari, artista e interprete dell’album Quel poco di cuore

Il 25 settembre esce in digitale il primo album di clari, anticipato dal singolo omonimo in rotazione radiofonica dal 4 settembre. Un progetto costruito insieme a Francesco de Benedittis e Francesco Gazzè, nato per trasformare 28 anni di esperienze in un racconto musicale autentico.

Una nuova voce nel cantautorato contemporaneo

Il panorama della nuova musica d’autore si arricchisce di un progetto che mette al centro la scrittura, la sensibilità e il coraggio di raccontarsi.

Si intitola “Quel poco di cuore” l’album d’esordio di clari, disponibile in digitale dal 25 settembre 2026.

Un’opera prima che nasce dall’esigenza di trasformare in musica un percorso lungo 28 anni, attraversando esperienze personali, fragilità, relazioni, paure e consapevolezze.

Non un semplice debutto discografico, dunque, ma un progetto nel quale la dimensione autobiografica diventa il punto di partenza per un racconto capace di parlare anche a chi ascolta.

Il primo assaggio dell’album è affidato alla title track “Quel poco di cuore”, in rotazione radiofonica dal 4 settembre.

Il singolo che anticipa l’album

Il brano che dà il titolo al disco affronta il tema della difficoltà di esprimere ciò che si prova e della paura che, dopo aver attraversato determinate esperienze, il cuore possa non essere più capace di sentire come prima.

È una riflessione sulla necessità di non costruire difese troppo rigide.

Proteggersi dal dolore è una reazione naturale, ma trasformare quella protezione in una barriera invalicabile può significare perdere anche la possibilità di vivere emozioni profonde.

Clari sceglie invece di mettere tutto questo in musica.

«Quando non siamo bravi ad esprimere le emozioni che proviamo — ci anticipa clari — può sembrare che non ne abbiamo affatto, che non abbiamo un cuore. Ma quel poco di cuore che ho è tutto in queste canzoni».

Una frase che sintetizza perfettamente la filosofia del progetto: ciò che resta delle proprie emozioni non va nascosto, ma condiviso.

Francesco de Benedittis e Francesco Gazzè al fianco di clari

Uno degli elementi distintivi del progetto è la collaborazione artistica con Francesco de Benedittis e Francesco Gazzè.

La loro presenza ha contribuito alla definizione di un’identità musicale capace di accompagnare la scrittura di clari senza snaturarne la componente più personale.

Il lavoro condiviso ha permesso di costruire un sound pulito, intimo e contemporaneo, nel quale la produzione dialoga con la forza dei testi e con una vocalità espressiva.

L’obiettivo non sembra essere quello di sovraccaricare le canzoni, ma di valorizzare la loro componente narrativa ed emotiva.

Ne nasce un equilibrio tra ricerca sonora e immediatezza, tra dimensione autoriale e capacità comunicativa.

Un sound ricercato ma diretto

Musicalmente, “Quel poco di cuore” si muove all’interno del cantautorato contemporaneo, mantenendo una forte attenzione alla scrittura.

Le sonorità ricercate non rinunciano infatti alla chiarezza e alla immediatezza.

È proprio questo contrasto a caratterizzare l’identità dell’album: da una parte una produzione curata, dall’altra testi capaci di arrivare direttamente all’ascoltatore.

La vocalità di clari diventa il filo conduttore del progetto, portando in primo piano le emozioni e le parole.

Ogni canzone contribuisce così a costruire un universo coerente, nel quale la musica accompagna un percorso di crescita personale.

Un album costruito come un percorso

“Quel poco di cuore” viene concepito da clari come un romanzo di formazione sentimentale ed emotiva.

«Il mio primo disco si sviluppa come un vero e proprio romanzo di formazione sentimentale ed emotiva, dove ogni brano fotografa un momento preciso della mia vita».

La struttura del disco segue quindi un percorso preciso.

Le canzoni non sono episodi isolati, ma capitoli di una storia più ampia, legati tra loro da una comune riflessione sul modo in cui le esperienze modificano il nostro rapporto con noi stessi e con gli altri.

Dall’assenza di emozioni alla ricerca di qualcosa da sentire

“Tre”, primo singolo del progetto, e “Provare niente” affrontano uno dei nodi centrali dell’album: l’assenza di punti di riferimento affettivi e la paura di arrivare a non sentire più nulla.

La desensibilizzazione emotiva viene osservata attraverso il bisogno quasi urgente di provare qualcosa.

Anche una storia sbagliata può diventare, in questa prospettiva, una risposta al vuoto.

Il dolore diventa preferibile all’assenza di emozioni perché, almeno, testimonia ancora la capacità di sentire.

È un tema che attraversa tutto il progetto e che trova nel titolo dell’album la propria sintesi più immediata.

Le difese emotive di “Una storia nuova” e “In silenzio”

Il percorso prosegue con “Una storia nuova” e “In silenzio”, due brani dedicati ai meccanismi di autodifesa.

L’anestesia emotiva del pilota automatico rappresenta una delle strategie attraverso le quali si tenta di non affrontare ciò che fa male.

Allo stesso modo, la rabbia può diventare una maschera dietro la quale nascondere traumi repressi.

Il problema è che ciò che nasce come difesa può trasformarsi in un ostacolo.

Le emozioni non affrontate possono infatti arrivare a compromettere anche i legami più profondi.

Clari porta questi meccanismi dentro la propria scrittura, senza semplificarli e senza proporre risposte facili.

Quando un amore finisce: “Ore ore ore” e “Prima di me”

Il lato più doloroso del disco emerge con “Ore ore ore” e “Prima di me”.

I due brani raccontano la fine di un amore e il momento in cui diventa necessario riconoscere una verità difficile: volersi bene non significa necessariamente riuscire a stare bene insieme.

«Tutto ciò che volevo era essere innamorata di te» racchiude il desiderio di vivere pienamente un sentimento.

Ma il percorso porta anche alla consapevolezza che una relazione può non essere più il luogo nel quale trovare la propria felicità.

Da qui nasce la forza di pronunciare una delle frasi più difficili:

«Ho capito che sono più felice ora senza di te».

Non è soltanto la conclusione di una relazione, ma il riconoscimento di una nuova consapevolezza personale.

La rinascita passa da “Continuerò” e “Semplice”

Il racconto cambia prospettiva con “Continuerò” e “Semplice”.

Dopo aver attraversato la perdita e il dolore, il disco apre uno spazio alla resilienza.

“Continuerò” racconta la capacità di camminare anche quando non si conosce ancora con precisione la propria destinazione.

Non serve avere tutte le risposte per continuare ad andare avanti.

“Semplice”, invece, mette al centro un’esigenza profondamente umana: essere accolti nella propria complessità.

La possibilità di essere accettati in ogni singola sfaccettatura diventa una forma di libertà e di autenticità.

“Viola”, il punto d’arrivo

A chiudere il percorso è “Viola”, il manifesto d’amore del disco.

La metafora cromatica diventa una chiave per osservare il mondo attraverso una luce nuova e condivisa.

Dopo un viaggio fatto di paure, relazioni, difese, dolore e rinascita, il disco arriva così a una dimensione più luminosa.

Non si tratta di cancellare ciò che è stato, ma di imparare a guardarlo con una consapevolezza diversa.

Lo showcase prima dell’uscita ufficiale

Il primo incontro con il pubblico e la stampa è previsto in anticipo rispetto alla pubblicazione dell’album.

Il 3 settembre, dalle 19:00 alle 20:00, clari presenterà “Quel poco di cuore” con uno speciale showcase live al tramonto nella cornice de Il Sorpasso a Fiorenzuola di Focara, Pesaro.

Un’ora di musica dal vivo in un ambiente intimo e raccolto, pensato per far ascoltare le nuove canzoni direttamente dalla voce dell’artista.

L’appuntamento rappresenta quindi un’anteprima assoluta del progetto, a pochi giorni dalla sua diffusione radiofonica del singolo e a poche settimane dall’uscita digitale dell’album.

Un debutto che parte dalla vulnerabilità

Con “Quel poco di cuore”, clari sceglie di costruire il proprio debutto discografico partendo da ciò che spesso si tende a nascondere.

La vulnerabilità diventa materia artistica, mentre le esperienze dei primi 28 anni si trasformano in canzoni.

Il contributo di Francesco de Benedittis e Francesco Gazzè accompagna questo percorso con una produzione capace di valorizzare la scrittura e la vocalità dell’artista.

Il risultato è un progetto che unisce cantautorato contemporaneo, introspezione e immediatezza, costruendo un racconto nel quale le vicende personali possono diventare uno specchio per le esperienze degli ascoltatori.

“Quel poco di cuore” si presenta così come un album sulla necessità di continuare a sentire.

Perché, come suggerisce il progetto di clari, proteggersi troppo dalla vita può significare rinunciare proprio a quella parte di sé che permette di viverla davvero.

Contatti artista

Instagram: @cclarirossi
TikTok: @clarirossimusic
YouTube: clarirossimusic

Ufficio Stampa & Promozione: Umberto Labozzetta Comunicazione


Il 25 settembre arriva “Quel poco di cuore”, l’album d’esordio di clari. Un progetto di cantautorato contemporaneo nato con Francesco de Benedittis e Francesco Gazzè.


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About the Author: Angelo Cannavacciuolo

Giornalista Pubblicista dal 2018 e Direttore responsabile Italia News radio tv – Testata giornalistica on line registrata presso il Tribunale di Nola, al registro stampa n. 3 del 3 dicembre 2024. Scrive per imparare, per ricordare, per esprimere, per raccontare, per informare e per sentire quel brivido di vita che solo la scrittura e poche altre cose possono dare.