Nove Comuni coinvolti per contrastare la solitudine e costruire nuove opportunità di partecipazione per la popolazione anziana
GUARDIA PIEMONTESE (CS) – Non considerare l’anziano soltanto come destinatario di assistenza, ma riconoscerlo come risorsa della comunità. È questa una delle idee portanti di “Non più Soli e … Memorie in Cammino”, il progetto realizzato dalla Cooperativa Sociale “Il Raggio Verde” e ideato dall’ATS 2 Cetraro-Paola, che dopo la presentazione ufficiale di Paola dello scorso 23 luglio ha fatto tappa a Guardia Piemontese.
L’iniziativa coinvolgerà i nove Comuni dell’Ambito e nasce per promuovere l’invecchiamento attivo e contrastare la solitudine involontaria della popolazione anziana.
Un percorso che non propone un modello unico e preconfezionato, ma intende adattare le attività alle caratteristiche sociali e culturali delle singole comunità.
L’obiettivo è costruire una rete capace di valorizzare le persone over 65, prevenire situazioni di isolamento e promuovere occasioni concrete di relazione, partecipazione e scambio tra generazioni.
Una nuova idea di welfare parte dalla comunità
La presentazione di Guardia Piemontese, ospitata sulla terrazza dell’Hotel Mediterraneo davanti a una folta platea, ha permesso di approfondire le diverse dimensioni del progetto.
All’incontro hanno partecipato Gabriella Sconosciuto, assessora alle Politiche Sociali del Comune di Guardia Piemontese; Annalisa Apicella, responsabile dell’Ufficio di Piano ATS n. 2; Marianna Andreoli, assistente sociale e referente di progetto; Silvia Corvese, educatrice e team leader della Cooperativa Sociale “Il Raggio Verde”; ed Emanuela Sassone, presidente della Cooperativa.
La moderazione è stata affidata alla giornalista Francesca Magurno.
Ad aprire la serata è stata l’educatrice Irene Cantisani, che ha coinvolto i partecipanti in un’attività di ice breaking finalizzata alla coordinazione e all’integrazione.
A chiudere l’appuntamento è stato invece il musicologo Leon Vulpitta, con una sessione di Body Percussion, attività di attivazione energetica nell’ambito della musicoterapia.
Un’apertura e una conclusione che hanno rappresentato concretamente lo spirito dell’iniziativa: stare insieme, attivarsi, creare relazioni e partecipare.
L’isolamento sociale non riguarda una sola generazione
Uno dei temi affrontati durante l’incontro è stato quello dell’isolamento sociale.
Annalisa Apicella, responsabile dell’Ufficio di Piano ATS n. 2, ha evidenziato come le politiche sociali debbano evolvere verso un modello di welfare “generativo e rigenerativo”.
L’assistenza, quindi, non può essere l’unica risposta.
Occorre costruire condizioni nelle quali le persone possano continuare a sentirsi parte della società, contribuendo alla vita della comunità e mantenendo relazioni significative.
In questa prospettiva, l’isolamento sociale rappresenta una problematica trasversale.
Non appartiene esclusivamente alla popolazione anziana e non può essere ricondotto a una sola fascia sociale.
La possibilità di incontrarsi, riconoscersi nell’altro e condividere esperienze diventa quindi uno strumento di prevenzione e di benessere.
Gli anziani diventano protagonisti della propria comunità
Per Marianna Andreoli, il progetto nasce con una precisa vocazione preventiva.
La solitudine può derivare anche dalla perdita progressiva di un ruolo attivo nella società.
Per questo “Non più soli e… Memorie in Cammino” vuole cambiare prospettiva, restituendo alla persona la possibilità di sentirsi partecipe e protagonista per sé e per gli altri.
Un passaggio particolarmente importante riguarda il superamento della distinzione rigida tra beneficiari e protagonisti.
Gli Over 65 sono certamente destinatari delle attività, ma allo stesso tempo possono diventare portatori di conoscenza e competenze.
I giovani, dal canto loro, possono essere coinvolti attraverso attività di ascolto e raccolta delle testimonianze.
Si crea così un rapporto nel quale entrambe le generazioni possono ricevere qualcosa dall’altra.
La memoria come strumento di prevenzione e identità
A Guardia Piemontese il progetto assume una particolare connotazione culturale.
La comunità è infatti caratterizzata da una storia e da una tradizione occitana che rappresentano una parte significativa della sua identità.
Le persone anziane possono diventare quindi protagoniste di un vero e proprio passaggio di memoria.
Intervistare gli anziani, ascoltare i loro racconti e ricostruire attraverso le loro parole la storia della comunità significa permettere ai più giovani di conoscere un patrimonio culturale che non può essere conservato soltanto nei documenti.
La memoria orale diventa così uno strumento di relazione e, contemporaneamente, una modalità per rafforzare il senso di appartenenza al territorio.
Il progetto mira dunque a creare un collegamento tra invecchiamento attivo e valorizzazione della memoria locale.
Psicologi, psicogeriatri ed educatori per la prevenzione
L’iniziativa presenta anche una componente specificamente dedicata alla prevenzione del declino cognitivo.
Come spiegato durante la presentazione, saranno coinvolti professionisti quali psicogeriatri, psicologi ed educatori, chiamati a sviluppare attività mirate.
L’obiettivo è intervenire in un’ottica preventiva, favorendo il mantenimento delle capacità e l’acquisizione di soft skills considerate importanti per affrontare eventuali situazioni di rischio.
Si tratta quindi di un progetto multidisciplinare nel quale la dimensione sociale dialoga con quella educativa, psicologica e relazionale.
Il concetto di invecchiamento attivo viene così affrontato nella sua complessità, considerando la persona non soltanto dal punto di vista anagrafico, ma come individuo inserito in una rete di relazioni.
“L’essere umano è parte di relazioni sociali”
Sul rapporto tra prevenzione e relazioni è intervenuta Silvia Corvese, educatrice e sociologa che da circa vent’anni lavora con la popolazione over 65.
Una fascia considerata particolarmente vulnerabile non soltanto sul piano fisiologico, ma anche sotto il profilo emotivo e cognitivo.
Per Corvese è fondamentale intervenire con le competenze, le modalità e le tecniche adeguate per prevenire il declino cognitivo e contrastare l’isolamento.
La riflessione parte da un principio antropologico: l’essere umano ha bisogno di relazioni sociali.
Da qui la necessità di costruire una consapevolezza sociale attiva, capace di tradursi in cittadinanza attiva e in un autentico percorso di invecchiamento attivo.
Ogni Comune avrà un proprio percorso
La presidente della Cooperativa Sociale “Il Raggio Verde”, Emanuela Sassone, ha posto l’accento sulla dimensione territoriale dell’iniziativa.
Le attività non saranno semplicemente trasferite da un Comune all’altro, ma saranno adattate alle specificità e ai bisogni delle singole comunità.
Per questo sarà necessario costruire un dialogo con gli enti e con le associazioni locali, valorizzando quanto già esiste e potenziando le iniziative sociali avviate.
L’approccio sarà quindi quello di una progettazione condivisa, nella quale le esigenze future potranno essere integrate nel corso del percorso.
«Ogni comune ha la propria specificità», è stato sottolineato, e proprio queste peculiarità dovranno essere valorizzate e, quando possibile, fatte conoscere anche all’esterno.
Le parole individuate per descrivere il metodo di lavoro sono ascolto, benessere e partecipazione.
L’esperienza dell’associazione “La Gardia”
Il coinvolgimento del territorio è già emerso durante l’appuntamento di Guardia Piemontese.
L’Associazione socioculturale “La Gardia” ha infatti presentato le proprie attività, evidenziando le numerose iniziative già realizzate per favorire la socialità.
La presidente Lidia Logullo e il presidente emerito Silvio Carnevale hanno illustrato, tra le altre esperienze, il laboratorio di ricamo, gli incontri con le nuove generazioni e le diverse occasioni di aggregazione.
Un patrimonio associativo che potrà dialogare con il nuovo progetto e contribuire alla costruzione di una rete locale più ampia.
La prossima tappa a Falconara Albanese
Il percorso di “Non più soli e… Memorie in Cammino” continuerà mercoledì 19 agosto a Falconara Albanese.
L’appuntamento è fissato alle ore 21:00 in piazza Skanderbeg.
Saranno presenti il sindaco Giuseppe Porco, la vicesindaca con delega alle Politiche Sociali Arianna De Bartolo, Marianna Andreoli, assistente sociale ATS 2 e referente di progetto, e Silvia Corvese, educatrice e team leader della Cooperativa Sociale “Il Raggio Verde”.
L’evento sarà animato dai professionisti del settore a cura della Cooperativa Sociale “Il Raggio Verde”.
Il progetto prosegue così il proprio cammino attraverso i territori dell’ATS 2, con una sfida che va oltre la semplice organizzazione di attività per anziani: costruire comunità più partecipate, nelle quali la terza età possa continuare a rappresentare una risorsa e la memoria possa diventare uno strumento di dialogo tra generazioni.
Il progetto “Non più soli e… Memorie in Cammino” promuove in Calabria un nuovo modello di invecchiamento attivo, attraverso prevenzione, relazioni sociali e partecipazione.
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