Iran, potere e verità negate: il romanzo di Naïri Nahapétian che racconta i meccanismi della repressione

Naïri Nahapétian autrice del romanzo Chi ha ucciso l’ayatollah Kanuni ambientato in Iran

Nel panorama della narrativa internazionale arriva un romanzo capace di intrecciare letteratura e attualità geopolitica. “Chi ha ucciso l’ayatollah Kanuni?” di Naïri Nahapétian, pubblicato da Edizioni le Assassine, conduce il lettore dentro le dinamiche del potere iraniano attraverso gli strumenti del noir politico.

Teheran 2005: un passaggio cruciale della storia iraniana

La storia si sviluppa nel giugno del 2005, durante una fase decisiva della vita politica iraniana. Le elezioni presidenziali si avvicinano e l’ascesa di Mahmoud Ahmadinejad preannuncia un rafforzamento delle posizioni più conservatrici del sistema.

In questo clima di crescente tensione viene assassinato l’ayatollah Kanuni, figura di spicco dell’apparato giudiziario e simbolo della repressione politica.

Quando l’indagine diventa uno strumento di controllo

L’omicidio genera immediatamente una lunga serie di sospetti. Le autorità individuano possibili responsabili tra vecchi gruppi di opposizione, dissidenti e avversari del regime.

A essere arrestati sono però Narek Djamshid, reporter franco-iraniano giunto nel Paese per realizzare un servizio giornalistico, e Leila Tabihi, femminista islamica proveniente da una famiglia storicamente legata alla Rivoluzione.

L’inchiesta assume così i contorni di un meccanismo che sembra finalizzato più alla gestione del consenso che alla ricerca della verità.

Una società osservata dall’interno

Attraverso le vicende dei protagonisti emergono le tensioni di una società segnata da aspirazioni di cambiamento, controllo ideologico e conflitti generazionali.

Il romanzo mostra come il potere possa trasformare il sospetto in colpa e l’informazione in strumento di pressione politica, restituendo un quadro complesso della realtà iraniana.

L’esperienza diretta dell’autrice

La forza del racconto nasce anche dalla biografia dell’autrice. Naïri Nahapétian lasciò l’Iran dopo la rivoluzione islamica quando aveva nove anni, ma ha continuato a tornare nel Paese come giornalista per documentarne le trasformazioni.

Questa conoscenza diretta della società iraniana conferisce autenticità alla narrazione e rende il romanzo un’importante chiave di lettura delle dinamiche politiche e sociali del Paese.


Un omicidio eccellente nella Teheran del 2005 diventa il pretesto per raccontare il funzionamento del potere iraniano e le sue contraddizioni.


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About the Author: Angelo Cannavacciuolo

Giornalista Pubblicista dal 2018 e Direttore responsabile Italia News radio tv – Testata giornalistica on line registrata presso il Tribunale di Nola, al registro stampa n. 3 del 3 dicembre 2024. Scrive per imparare, per ricordare, per esprimere, per raccontare, per informare e per sentire quel brivido di vita che solo la scrittura e poche altre cose possono dare.