Maradona, il ricordo del figlio: «Non mi interessa quello che ha fatto, ma ciò che ha fatto alla nostra vita»

Marino Bartoletti e Maradona Jr davanti al murale di Diego Armando Maradona ai Quartieri Spagnoli di Napoli

Nei Quartieri Spagnoli Diego Armando Maradona Jr incontra Marino Bartoletti davanti al murale dedicato al padre. Un dialogo sulla dimensione più intima del Pibe de Oro e sul legame con Napoli, a pochi giorni dal debutto di “Numero 10”

Ci sono ricordi che appartengono a tutti e altri che restano custoditi dentro una famiglia. Nel caso di Diego Armando Maradona, queste due dimensioni continuano a incontrarsi ogni giorno a Napoli. È quanto accade nel dialogo tra Maradona Jr e Marino Bartoletti, realizzato davanti al celebre murale dei Quartieri Spagnoli dedicato al Pibe de Oro.

Quella che potrebbe sembrare una semplice passeggiata diventa un’occasione per parlare soprattutto dell’uomo che si nascondeva dietro il campione. Non i gol, non i trofei, non soltanto la leggenda: al centro del racconto entrano il padre, il rapporto con le persone, l’amore per Napoli e una memoria che, a quasi sei anni dalla sua scomparsa, continua a essere presente.

Il confronto arriva mentre la città si prepara ad accogliere Numero 10, lo spettacolo teatrale dedicato a Maradona, prodotto da Coloriamo i Sogni, con il patrocinio del Comune di Napoli e con la collaborazione di Bartoletti alla sceneggiatura.

«Interessa ciò che ha fatto alla nostra vita»

È una delle frasi più forti pronunciate da Maradona Jr durante il dialogo con Bartoletti:

«Da Napoli è partito. Non mi interessa quello che ha fatto con la sua vita, interessa ciò che ha fatto alla nostra vita».

In queste parole c’è una distinzione importante tra il personaggio pubblico e la persona che appartiene alla memoria di chi lo ha conosciuto, amato e seguito.

Maradona è stato un campione circondato da una popolarità planetaria, ma per Napoli è diventato anche qualcosa di diverso: una presenza capace di entrare nella storia della città e nelle vicende personali di intere generazioni.

Il figlio sceglie quindi di concentrarsi sull’eredità lasciata da Diego, piuttosto che sulle vicende che hanno segnato la sua vita.

La bontà, il cuore e l’amore per Napoli

Bartoletti chiede a Maradona Jr se esista ancora qualcosa di Diego che i napoletani non conoscano e che meriterebbe di essere raccontato.

La risposta porta il discorso direttamente alla personalità del padre:

«Dal punto di vista umano, credo che sia da sottolineare e rimarcare quello che tu hai sempre detto: la bontà, il cuore e l’amore che lui aveva per le persone a cui voleva bene e per questa città meravigliosa».

È un ritratto lontano dalla rappresentazione esclusivamente sportiva del Pibe de Oro. Un’immagine nella quale trovano spazio gli affetti, le relazioni personali e il legame con una città che Diego ha sempre considerato speciale.

Il Maradona raccontato dal figlio è quindi prima di tutto un uomo.

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Il murale diventa un luogo privato

Alle spalle di Bartoletti e Maradona Jr c’è il grande volto di Diego dipinto sul muro dei Quartieri Spagnoli. Un’immagine che per Napoli è ormai diventata un punto di riferimento, ma che per il figlio assume anche un significato profondamente personale.

«Ci vengo di notte. Ci vengo di notte perché siamo io e lui da soli».

La frase cambia la prospettiva sul luogo.

Di giorno il murale è una delle mete più conosciute della città, attraversata da napoletani e visitatori. Di notte, invece, per Maradona Jr può diventare uno spazio di raccoglimento, nel quale il padre torna a essere semplicemente Diego.

La memoria pubblica si trasforma così in memoria privata.

Quasi sei anni dopo, il ricordo resta

La morte di Maradona risale al 25 novembre 2020. A quasi sei anni di distanza, il suo nome continua a essere legato quotidianamente a Napoli.

Per Maradona Jr, però, il ricordo non passa soltanto dalla celebrazione della figura sportiva. Passa soprattutto da ciò che suo padre ha lasciato alle persone.

«È stata la persona che ha fatto felice la mia gente e questa è una cosa che è difficile da dimenticare».

La felicità diventa la misura attraverso cui il figlio legge l’eredità di Diego.

Non una carriera da analizzare attraverso statistiche e trofei, ma una relazione emotiva con un popolo che ha vissuto insieme a lui una stagione irripetibile.

«Sarà per sempre il re»

Nel corso della passeggiata, Bartoletti ricorda quanto fosse difficile per Diego vivere normalmente Napoli e passeggiare per la città.

«Immagino che con papà non hai mai avuto l’occasione di passeggiare a Napoli, era proprio impossibile», osserva il giornalista.

Maradona Jr risponde con una frase che racchiude la dimensione del rapporto tra suo padre e la città:

«Passeggiare a Napoli come passeggiare nel mondo. Forse a Dubai qualche volta lui è stato. Lui qui è stato e sarà per sempre il re».

È una definizione che non riguarda soltanto il calcio. Il numero 10 è diventato nel tempo un simbolo riconoscibile anche da chi non ha vissuto direttamente gli anni della sua esperienza napoletana.

“Numero 10”, la memoria diventa teatro

Il dialogo nei Quartieri Spagnoli si collega direttamente al progetto teatrale Numero 10, nel quale proprio la dimensione umana di Diego rappresenta uno degli elementi del racconto.

Lo spettacolo, diretto da Carolina Fanelli, partirà dalla scomparsa di Maradona per ripercorrerne la vita, dai quartieri popolari di Buenos Aires fino alla Napoli degli anni d’oro.

La narrazione utilizzerà prosa, musica, danza, proiezioni e momenti di forte impatto scenico.

Nel cast ci saranno Erasmo Genzini, Maurizio Casagrande e Giorgio Borghetti, con la partecipazione straordinaria di Lina Sastri. Sul palco anche un ensemble di ballerini, acrobati e cantanti, Ivan Granatino e le musiche di Phil Mer.

La produzione è firmata Coloriamo i Sogni, mentre alla sceneggiatura ha collaborato Marino Bartoletti.

Bartoletti: «Napoli è paradiso»

Il dialogo tra Bartoletti e Maradona Jr si chiude con una frase che sembra riassumere il senso dell’intero incontro:

«Uno che ha dato la felicità alla gente, uno che ha fatto sentire orgoglioso un popolo, anche due popoli, dove vuoi che sia se non in paradiso? Napoli è paradiso».

Il giornalista riporta così il discorso al rapporto tra Diego e la città.

È un rapporto che continua a vivere nei luoghi simbolo, nei racconti di chi lo ha conosciuto, nelle generazioni che ne hanno vissuto le imprese e in quelle più giovani che ne ricevono oggi la memoria.

Il 3 e 4 ottobre 2026, quella memoria arriverà sul palcoscenico del Teatro Palapartenope con Numero 10.

Due date per raccontare ancora una volta Maradona. Ma soprattutto per provare a raccontare l’uomo che, attraverso il calcio, riuscì a entrare nella vita di un’intera città.

Le prevendite sono aperte su TicketOne.


Davanti al murale dei Quartieri Spagnoli, Maradona Jr racconta il padre Diego nella sua dimensione più umana: la bontà, gli affetti e l’amore per Napoli.


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About the Author: Angelo Cannavacciuolo

Giornalista Pubblicista dal 2018 e Direttore responsabile Italia News radio tv – Testata giornalistica on line registrata presso il Tribunale di Nola, al registro stampa n. 3 del 3 dicembre 2024. Scrive per imparare, per ricordare, per esprimere, per raccontare, per informare e per sentire quel brivido di vita che solo la scrittura e poche altre cose possono dare.