Il 9 maggio è ormai una data sacra per la discografia italiana. Anche quest’anno, puntuale come un rito pagano, LIBERATO ha rotto il silenzio. Il nuovo progetto, intitolato “RADIO LIBERATO”, non è solo una raccolta di brani, ma un viaggio sonoro che consolida il mito dell’artista senza volto che dal 2017 ha cambiato le regole del gioco della musica urban.
Chi è LIBERATO? Il mistero dietro la rosa
Nonostante quasi un decennio di successi, l’identità di LIBERATO resta avvolta nell’ombra. Sappiamo ciò che la sua musica ci dice: è Napoli allo stato puro, ma filtrata attraverso i sintetizzatori di Londra e i ritmi di Detroit. Dietro il cappuccio e la grafica della rosa si nasconde un progetto multimediale curato esteticamente dal regista Francesco Lettieri, capace di trasformare ogni uscita in un evento visivo oltre che uditivo. Il mistero non è un limite, ma il cuore pulsante del suo brand: LIBERATO non è una persona, è Napoli stessa.
L’album: Una stazione radio tra i vicoli e il mondo
“RADIO LIBERATO” si presenta come un concept, album strutturato come una trasmissione radiofonica pirata. Ad accompagnare l’ascoltatore tra una traccia e l’altra è la voce narrante di Stefano De Martino, che funge da “speaker” d’eccezione, traghettando i fan tra momenti di pura dance ed elegie neomelodiche.
Il disco è un mix audace di:
- Inediti: Come il brano d’apertura “GOODBYE”, un pezzo malinconico e potente che parla di addii e nuovi inizi
- Contaminazioni Globali: “NAPOLI QUEEN” è il manifesto dell’album, una cover/re-interpretazione del classico trap, trasportata tra i palazzi di Mergellina.
- Collaborazioni d’autore: Per la prima volta, LIBERATO apre le porte del suo studio a nomi pesantissimi. Spiccano il featuring con Mahmood in una versione elettropop di INTOSTREET e la collaborazione con Calcutta in ME STAJE APPENNENN’ AMÒ.
La sperimentazione e i Remix
L’album non dimentica l’anima clubbing dell’artista. La seconda metà del disco è dedicata a reinterpretazioni curate dai nomi più interessanti della scena elettronica internazionale, come DJ Python, Yu Su e i Modeselektor. La traccia più ambiziosa rimane però “GAIOLA”, una suite di 9 minuti realizzata insieme a Iosonouncane, che spinge il suono di LIBERATO verso territori d’avanguardia mai esplorati prima.
Il prossimo passo: Lo Stadio Diego Armando Maradona
L’uscita di questo album è il preludio al grande evento live previsto per il 5 giugno 2026. LIBERATO si prepara a conquistare lo Stadio Diego Armando Maradona, un traguardo che segna la consacrazione definitiva. Se i dischi precedenti erano serviti a creare il mito, “RADIO LIBERATO” è lo strumento per portarlo tra la gente, trasformando il mistero individuale in un coro collettivo.
Con questo lavoro, l’artista dimostra che non ha bisogno di un volto finché ha una voce capace di raccontare le contraddizioni, la bellezza e il caos di una città che non smette mai di cantare
LIBERATO torna il 9 maggio con “RADIO LIBERATO”, un concept album che unisce elettronica globale e tradizione napoletana. Tra collaborazioni con Mahmood e Calcutta e la regia di Lettieri, il progetto prepara il terreno per l’atteso live allo Stadio Diego Armando Maradona il 5 giugno 2026.
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