Il sindaco Luigi Manzoni conferma il valore del percorso intrapreso dopo la vittoria di Civita di Bagnoregio e Bolsena. Il direttore Paolo Lubrano ringrazia istituzioni, associazioni e cittadini: ora si lavora alla continuità delle iniziative culturali.
POZZUOLI – La candidatura a Capitale italiana dell’Arte contemporanea 2028 rappresenta per Pozzuoli un’esperienza da cui ripartire, un percorso che ha messo in relazione istituzioni, artisti, associazioni e cittadini intorno a un progetto condiviso di crescita culturale. Dopo l’assegnazione del titolo a Civita di Bagnoregio e Bolsena, la città flegrea conferma la volontà di proseguire il lavoro avviato e di trasformare le collaborazioni costruite durante la candidatura in nuove opportunità per il territorio.
Il sindaco Luigi Manzoni e il gruppo promotore di Pozzuoli 2028 hanno espresso le proprie congratulazioni alle città vincitrici, sottolineando al contempo che il valore dell’esperienza maturata non si esaurisce con il risultato della selezione.
La prospettiva è quella di mantenere attiva una rete di relazioni che ha coinvolto realtà istituzionali e culturali, valorizzando le competenze acquisite e le energie messe in campo durante i mesi di preparazione.
Luigi Manzoni: «Una visione che conserva il proprio valore»
Per il sindaco Luigi Manzoni, il progetto ha rappresentato l’occasione per proporre una riflessione sul rapporto tra arte, territorio e partecipazione.
La candidatura, costruita intorno al concept della città delle fragilità creative, ha individuato nella particolare condizione dei Campi Flegrei un punto di partenza per sviluppare una visione culturale fondata sulla conoscenza, sull’immaginazione e sul coinvolgimento della comunità.
«È una visione che conserva integralmente il proprio valore oltre l’esito formale della selezione», ha dichiarato il primo cittadino, evidenziando la rete di relazioni e la condivisione di intenti raccolte intorno a Pozzuoli.
Il messaggio sottolinea la volontà di non disperdere il patrimonio costruito attraverso la candidatura, ma di considerarlo una base per nuove iniziative. La cultura viene così indicata come un ambito nel quale la città può continuare a investire, facendo dialogare le proprie caratteristiche territoriali con le espressioni dell’arte contemporanea.
Il sostegno istituzionale e il contributo della comunità
Il direttore del progetto, Paolo Lubrano, ha rivolto un ringraziamento a tutti coloro che hanno sostenuto Pozzuoli 2028, riconoscendo il contributo delle istituzioni, dei partner e della società civile.
Nel suo intervento ha citato il sindaco Luigi Manzoni, la vicesindaca Maria Magliulo, il presidente Fico e l’assessore Cutaia per il sostegno ricevuto dalla Regione Campania. Un ringraziamento particolare è stato rivolto anche ai cittadini e alle associazioni che hanno creduto nella candidatura e ne hanno accompagnato il percorso.
La partecipazione di queste realtà ha contribuito a dare forma a un progetto che ha cercato di unire competenze artistiche, capacità organizzative e attenzione alle potenzialità del territorio.
Per Pozzuoli, la possibilità di conservare e sviluppare tali collaborazioni costituisce uno degli elementi più significativi dell’esperienza. La sfida della fase successiva sarà individuare iniziative concrete attraverso cui mantenere vivo il coinvolgimento delle realtà che hanno condiviso il progetto.
La collaborazione con il mondo dell’arte contemporanea
La candidatura ha potuto contare sull’adesione di una vasta comunità artistica internazionale. Francesco Cascino, direttore artistico e curatoriale, ha espresso gratitudine agli artisti coinvolti, riconoscendo il valore del loro contributo alla visione culturale proposta per la città.
Tra i protagonisti citati figurano Maria Giovanna Abbate, Maria Thereza Alves, Robert Barry, Veronica Bisesti, Dario Carmentano, Diego Cibelli, Carmela De Falco, Liam Gillick, Thomas Hirschhorn, Ann Veronica Janssens, Lello Lopez, Isidora Neves Marques, Albert Oehlen, Francis Offman, Giulio Paolini, Alessandro Piangiamore, Giulia Piscitelli, Filippo Riniolo, Ugo Rondinone, Anri Sala, Tomás Saraceno, Andrés Serrano, Lorenzo Scotto Di Luzio, Eugenio Tibaldi e David Tremlett.
La presenza di artisti con esperienze e linguaggi differenti ha contribuito a dare una dimensione internazionale alla proposta flegrea. Un patrimonio di relazioni che potrà continuare a rappresentare un riferimento per eventuali progetti culturali, iniziative espositive e occasioni di confronto, in funzione delle possibilità organizzative e delle risorse disponibili.
Pozzuoli e i Campi Flegrei, le prospettive dopo la selezione
Il percorso di candidatura ha riportato l’attenzione sulle possibilità di valorizzare il territorio attraverso la cultura contemporanea, mettendo in relazione le peculiarità locali con una rete più ampia di interlocutori.
Il risultato della selezione non modifica la volontà dichiarata dal gruppo promotore di continuare a lavorare sulle idee sviluppate. La priorità sarà individuare le modalità per dare seguito alle collaborazioni e trasformare il patrimonio di relazioni in proposte capaci di coinvolgere la comunità.
Luigi Pingitore, responsabile della narrazione, ha confermato che il percorso culturale di Pozzuoli non si interrompe. Il gruppo è già al lavoro per individuare modalità e risorse utili a garantire continuità alle collaborazioni avviate durante i mesi della candidatura.
Il coinvolgimento delle realtà attive sul territorio rimane centrale: associazioni, professionisti, istituzioni e cittadini potranno rappresentare interlocutori importanti nella costruzione di nuove occasioni culturali.
Dalla candidatura a un progetto di lungo periodo
La fase che si apre richiede di trasformare l’esperienza acquisita in una prospettiva di lavoro concreta. Non si tratta soltanto di conservare il ricordo della candidatura, ma di individuare come utilizzare le competenze e le relazioni sviluppate per sostenere ulteriori iniziative.
Per Pozzuoli, l’arte contemporanea resta uno strumento attraverso cui interrogare il territorio, stimolare la partecipazione e costruire nuove forme di collaborazione. La sfida sarà consolidare questo orientamento con progetti sostenibili, capaci di valorizzare le risorse locali e mantenere aperto il dialogo con la scena artistica nazionale e internazionale.
La candidatura a Capitale italiana dell’Arte contemporanea 2028 si chiude quindi senza l’assegnazione del titolo alla città flegrea, ma lascia aperta una prospettiva di continuità. Il lavoro delle istituzioni e del gruppo promotore punta ora a dare nuovo slancio alle relazioni costruite, affinché l’esperienza di Pozzuoli 2028 possa contribuire al futuro culturale della città e dei Campi Flegrei.
Dopo la selezione per la Capitale italiana dell’Arte contemporanea 2028, Pozzuoli punta sulla collaborazione tra istituzioni, artisti e comunità per dare continuità al progetto culturale.
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