Il 26 settembre il pianista sarà all’Auditorium Porta del Parco di Bagnoli per l’apertura di Musica Urbana. In programma Suite, Partite, Toccata, Capriccio e il celebre Concerto Italiano
NAPOLI. Sei pagine di Johann Sebastian Bach per costruire un ritratto musicale capace di attraversare forme, atmosfere e influenze diverse. È questa la scelta di Ramin Bahrami, protagonista di “Bach e la danza”, il recital che sabato 26 settembre alle ore 18 inaugurerà all’Auditorium Porta del Parco di Bagnoli la rassegna “Musica Urbana”.
Il pianista iraniano di nascita e naturalizzato italiano ha costruito per l’occasione un programma che mette in relazione alcune delle pagine più significative della produzione bachiana per tastiera. Un percorso nel quale la danza, la scrittura contrappuntistica, il virtuosismo e il dialogo con altre tradizioni musicali diventano altrettanti elementi di una narrazione.
Un programma tra Suite, Partite e Toccata
Il concerto si apre con la Suite francese n. 1 in Re minore, BWV 812, una delle composizioni appartenenti al ciclo delle Suite francesi.
Il programma prosegue con la Partita n. 1 in Si bemolle Maggiore, BWV 825 e con la Toccata in Do minore, BWV 911, per arrivare alla Partita n. 3 in La minore, BWV 827.
Le Partite occupano una posizione significativa nella produzione bachiana. Le Sei Partite furono composte tra il 1726 e il 1730 e rappresentano una delle testimonianze della straordinaria elaborazione raggiunta da Bach nella scrittura per tastiera.
Nel recital napoletano, Bahrami sceglie dunque due Partite, inserendole in un programma più ampio nel quale la dimensione della danza dialoga con altre forme della produzione del compositore.
Il Capriccio e la dimensione narrativa di Bach
Un momento particolare del concerto sarà rappresentato dal Capriccio sopra la lontananza del suo fratello dilettissimo, BWV 992.
Già il titolo introduce una dimensione narrativa e personale. L’opera appartiene infatti alla produzione giovanile di Bach e si distingue per la sua natura programmatica, legata alla partenza del fratello Johann Jacob.
Il Capriccio permette così di affiancare alla rigorosa costruzione musicale di Bach una dimensione più evocativa, nella quale la musica suggerisce situazioni e stati d’animo.
È anche questo uno degli aspetti che Bahrami intende valorizzare nel suo rapporto con il compositore tedesco: non soltanto l’architettura della scrittura, ma la capacità della musica di generare una risposta emotiva nell’ascoltatore.
Il “Concerto Italiano” e lo sguardo verso Venezia
A chiudere il programma sarà il Concerto “Italiano” in Fa Maggiore, BWV 971, una delle opere più note di Bach per tastiera.
Il titolo rivela già il riferimento a una tradizione musicale esterna all’ambiente tedesco. Bach guarda infatti alla scuola strumentale italiana e, in particolare, al modello del concerto italiano.
Nel comunicato che accompagna il recital, l’opera viene indicata come un omaggio alla scuola strumentale veneziana barocca e ai suoi massimi rappresentanti: Antonio Vivaldi, Tomaso Albinoni e Benedetto Marcello.
È quindi proprio nel finale che il programma mette maggiormente in evidenza il rapporto di Bach con il linguaggio musicale italiano.
La danza come chiave di lettura
Il titolo “Bach e la danza” non è soltanto una definizione del concerto, ma suggerisce una chiave di lettura dell’intero programma.
Le forme di danza sono infatti profondamente presenti nella tradizione delle suite e delle partite. In Bach, elementi provenienti dalla pratica della danza vengono trasformati attraverso una scrittura estremamente elaborata, diventando parte di una costruzione musicale nella quale ritmo, melodia e contrappunto convivono.
Da qui nasce anche la riflessione di Bahrami sulla polifonia.
Per il pianista, la pluralità delle voci che caratterizza la scrittura bachiana può assumere un significato che supera la dimensione puramente musicale.
«La polifonia, nel senso letterale di coesistenza armoniosa di molte voci, ci salverà dall’orrore e dalle brutture del mondo», sostiene Bahrami, collegando la lezione musicale di Bach alla possibilità di concepire una società nella quale le differenze possano convivere.
Bahrami e la sensibilità dell’interprete
Il rapporto tra partitura e interprete diventa centrale anche nella riflessione del pianista sull’intelligenza artificiale.
Bahrami sostiene che una macchina non potrà riprodurre l’esperienza emotiva associata all’interpretazione umana: «L’intelligenza artificiale non sarà mai in grado di farci piangere e gioire come la musica di Bach».
Nel suo ragionamento compare anche il riferimento ad Arturo Benedetti Michelangeli e alla magia dei suoi “rubati”, elemento che Bahrami considera espressione della sensibilità dell’interprete.
La questione riguarda dunque il rapporto tra partitura ed esecuzione: la composizione scritta costituisce il punto di partenza, mentre l’interprete interviene attraverso fraseggio, dinamica, articolazione, tempo e sensibilità personale.
Bach come punto di partenza per un nuovo pubblico
Il recital di Bagnoli inaugura anche il percorso tematico di “Musica Urbana”, rassegna realizzata dal Comune di Napoli nell’ambito della programmazione culturale 2026/2027 e del progetto Napoli Città della Musica.
La manifestazione nasce dalla collaborazione tra Associazione Alessandro Scarlatti, diretta da Tommaso Rossi, e Maggio della Musica, diretto da Stefano Valanzuolo.
Per Bahrami, Bach può rappresentare un punto di partenza efficace per avvicinare nuovi ascoltatori alla musica classica.
«La sua musica ha una dimensione universale, non necessariamente riducibile a una sola epoca e a una sola nazione», afferma il pianista.
Una prospettiva che si inserisce perfettamente nella struttura della rassegna, destinata a proseguire fino al 19 dicembre attraverso sette concerti, laboratori e prove aperte.
Dal Barocco al Romanticismo: il viaggio continua
Dopo Bach, il cartellone di “Musica Urbana” proseguirà il 10 ottobre con il Barocco italiano, affidato al Maestro Antonio Florio, all’ensemble Scarlatti Lab e al solista Giacomo Lapegna al fagotto.
Seguiranno “Mozart e Papà Haydn” con l’ensemble albanese Musica Nova A Quattro, “Classicismo Viennese: Beethoven e Schubert” con il Trio Hermes, “Il Pianoforte Romantico” con la pianista Sara Amoresano, “Vento dell’Est” con il Trio Liszt e, in chiusura, “American Suite” con il pianista Andrea Rebaudengo.
I diversi appuntamenti saranno accompagnati da brevi proiezioni video di Anita Pesce, dedicate ai compositori protagonisti dei programmi.
L’appuntamento
Bach e la danza – Ramin Bahrami
Sabato 26 settembre 2026, ore 18
Auditorium Porta del Parco di Bagnoli
Via Diocleziano 341, Napoli
Musiche di Johann Sebastian Bach:
- Suite francese n. 1 in Re minore, BWV 812
- Partita n. 1 in Si bemolle Maggiore, BWV 825
- Toccata in Do minore, BWV 911
- Partita n. 3 in La minore, BWV 827
- Capriccio sopra la lontananza del suo fratello dilettissimo, BWV 992
- Concerto “Italiano” in Fa Maggiore, BWV 971
Biglietto: 10 euro
Under 30: 5 euro
Prenotazioni: infomusicaurbana@gmail.com
Prevendite: Azzurroservice.it
Informazioni: associazionescarlatti.it – maggiodellamusica.it
Ramin Bahrami inaugura Musica Urbana a Napoli con “Bach e la danza”, un recital dedicato a Suite, Partite, Toccata, Capriccio e Concerto Italiano.
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