Sette giorni di cinema, teatro, musica, testimonianze e confronto per raccontare i diritti umani attraverso la cultura. È questo il filo conduttore che ha caratterizzato la III edizione della rassegna “7 Giorni con le Donne per i Diritti Umani”, conclusasi a Diamante dopo una settimana di appuntamenti, dal 26 agosto all’1 settembre.
La manifestazione, spin-off del Mediterraneo Festival Corto, è stata organizzata dal CineCircolo Maurizio Grande, con il patrocinio del Comune di Diamante e il sostegno di Calabria Film Commission e Amnesty International Italia.
Un’edizione che ha registrato un importante successo di pubblico e un ampio coinvolgimento, confermando la capacità della cultura di diventare uno strumento per affrontare questioni sociali, civili e umane.
Una rassegna dove l’arte diventa strumento di riflessione
Il programma della manifestazione ha attraversato linguaggi diversi, dal documentario alla prosa, dalla musica jazz alle testimonianze dirette.
Il cinema ha raccontato migrazioni, legalità, violenza di genere e condizioni di vita difficili. Il teatro ha proposto testi capaci di interrogare lo spettatore. La musica ha rappresentato un linguaggio universale di inclusione.
Al centro è rimasto il tema dei diritti umani, affrontato attraverso storie individuali e collettive.
La scelta del CineCircolo Maurizio Grande è stata quella di non limitarsi alla dimensione spettacolare, ma di trasformare ogni appuntamento in un’occasione di confronto con il pubblico.
“Ensemble”, l’accoglienza raccontata attraverso i giovani
La rassegna è stata inaugurata il 26 agosto con la proiezione del docufilm “Ensemble”, realizzato da Manuel Cundari ed Eugenio Piluso.
Il documentario porta sullo schermo la vita quotidiana, i sogni e le speranze dei giovani ospiti de “La Casa di Abou Diabo”, centro di accoglienza per minori stranieri non accompagnati di Acri, in provincia di Cosenza, gestito dall’Associazione LiberAccoglienza ETS.
Un racconto che ha permesso di guardare all’accoglienza da una prospettiva concreta, attraverso le esperienze dei ragazzi e il loro rapporto con il territorio.
Nel talk moderato dalla giornalista Francesca Magurno, il regista Manuel Cundari e Angelo Sposato, operatore per l’integrazione del centro, hanno illustrato una realtà nella quale i giovani vengono coinvolti in percorsi di apprendimento e lavorativi.
Un modello che, in diversi casi, ha portato gli stessi ragazzi a decidere di rimanere a vivere ad Acri, trasformando il percorso di accoglienza in una concreta esperienza di integrazione.
Alberto Paolini, la poesia contro l’isolamento
Il 27 agosto la rassegna ha affrontato un altro tema particolarmente delicato: la salute mentale e il diritto alla dignità.
La giornalista Anna Maria De Luca ha raccontato la storia di Alberto Paolini, rimasto per 42 anni nel manicomio di Santa Maria della Pietà di Roma senza aver mai ricevuto una diagnosi.
Alberto era rimasto orfano troppo presto, nell’immediato dopoguerra. Timido e introverso, aveva trovato nella poesia una forma di evasione dall’esistenza all’interno dell’istituzione psichiatrica.
Le sue poesie sono oggi raccolte nel volume “Avevo solo le mie tasche”, diventato uno strumento attraverso il quale continuare a testimoniare e divulgare la sua storia.
Al talk, moderato dalla giornalista Caterina Bruno, hanno partecipato Patricia Ciummelli e Sonia Montalbini, amiche di Alberto e volontarie di Radio Senza Muri, realtà nata per dare voce alle persone con malattie psichiatriche.
Il dottor Clemente Tucci, psicologo clinico, ha inoltre posto l’attenzione sul benessere psicologico dei più giovani, sottolineando quanto questa dimensione sia oggi sempre più precaria.
Il cinema riapre il caso Giovanni Losardo
Il 28 agosto il tema della legalità è stato affrontato attraverso il docufilm “Chi ha ucciso Giovanni Losardo?” di Giulia Zanfino.
La pellicola ha riportato l’attenzione sulla storia di Giovanni “Giannino” Losardo, una vicenda giudiziaria che non ha portato ad alcuna condanna definitiva.
Losardo era stato assessore del Comune di Cetraro, politico del P.C.I. e segretario giudiziario della Procura di Paola.
In punto di morte aveva pronunciato una frase rimasta nella memoria della sua comunità: «tutta Cetraro sa chi mi ha sparato».
Il film è diventato così il punto di partenza per una riflessione sulla legalità e sul rapporto tra memoria, giustizia e territorio.
Il talk è stato moderato dal giornalista Saverio Di Giorno e ha visto la partecipazione della regista Giulia Zanfino, del magistrato Eugenio Facciolla e del sindaco di Diamante Achille Ordine.
Lea Garofalo, una storia di coraggio e libertà
Tra i momenti più intensi della rassegna c’è stato l’omaggio a Lea Garofalo, testimone di giustizia e vittima della ’ndrangheta.
La manifestazione, fin dalla prima edizione, dedica infatti il proprio omaggio a una donna calabrese impegnata nella difesa dei diritti e dell’equità di genere.
Sabato 29 agosto la storia di Lea è stata raccontata dalla sorella Marisa Garofalo, protagonista di un talk moderato dalla giornalista Maria Francesca Amodeo, al quale ha partecipato anche il direttore artistico del CineCircolo Maurizio Grande, Francesco Presta.
«Da oggi Lea vive anche a Diamante», ha affermato Marisa, raccontando la storia, il coraggio e la dignità della sorella.
Lea aveva lasciato il compagno Carlo Cosco, boss della ’ndrangheta, dopo aver scoperto la sua attività criminale. Nonostante le difficoltà economiche, non aveva mai accettato i suoi soldi.
Era poi entrata nel programma di protezione testimoni. Le sue dichiarazioni alle forze dell’ordine, però, inizialmente non avevano trovato riscontro.
Per questo motivo era rimasta nel programma come collaboratrice e non come testimone, una condizione che avrebbe sofferto per tutta la vita, fino alla decisione di lasciare volontariamente il programma.
Marisa ha definito la morte della sorella «un omicidio di mafia ma anche un femminicidio e un omicidio di Stato».
Una riflessione condivisa dal consigliere regionale Antonio De Caprio, segretario della Commissione regionale anti-’ndrangheta, che ha sottolineato come lo Stato debba assumersi le proprie responsabilità quando non riesce a proteggere i cittadini.
Ai saluti istituzionali è intervenuto l’assessore al Turismo del Comune di Diamante Francesco Bartalotta, che ha espresso l’intenzione di invitare in futuro Marisa Garofalo nelle scuole della città per raccontare alle studentesse e agli studenti la vita della sorella Lea.
“Il Grigio”, il teatro come spazio di confronto
Domenica 30 agosto la parola è passata al teatro.
Saverio Di Giorno ha interpretato l’adattamento del testo “Il Grigio” di Giorgio Gaber e Sandro Luporini, con le musiche di Rocco Capalbo alla chitarra e Francesco Casella alla fisarmonica.
Un’interpretazione intensa, capace di coinvolgere il pubblico attraverso il ritmo incalzante della prosa di Gaber e Luporini.
La presenza teatrale ha arricchito il percorso della manifestazione, dimostrando come anche la scena possa diventare uno spazio per affrontare temi universali e interrogare lo spettatore.
Il jazz parla di inclusione
Lunedì 31 agosto la musica ha assunto un ruolo centrale con Lorenzo Iorio alla chitarra e Andrea Paternostro al sax.
Una serata dedicata al jazz, ma anche ai valori che la musica può rappresentare: superamento del razzismo, inclusione sociale e dialogo tra culture.
La serata è stata realizzata in collaborazione con il Peperoncino Jazz Festival.
Il direttore artistico Sergio Gimigliano ha annunciato inoltre una tre giorni, dal 6 all’8 settembre, dedicata alle donne del jazz presso il Monastero di Minimi di Cirella di Diamante.
“Visioni dal Mondo”, le storie che arrivano da lontano
La serata conclusiva ha riportato il cinema al centro del programma con “Visioni dal Mondo”, una selezione di cortometraggi premiati nelle precedenti edizioni del Mediterraneo Festival Corto.
Le opere hanno accompagnato il pubblico attraverso diverse realtà e problematiche: la violenza di genere, le traversate dei migranti e la situazione nelle carceri.
Una scelta che ha consentito di chiudere la rassegna tornando alla forza delle immagini come strumento di conoscenza.
Il cinema, ancora una volta, non soltanto come intrattenimento, ma come possibilità di osservare realtà lontane, comprenderle e sviluppare una riflessione personale e collettiva.
Il teatro amatoriale valorizza le realtà del territorio
Accanto ai grandi temi sociali, la manifestazione ha trovato spazio anche per le realtà artistiche locali.
Durante i giorni della rassegna si sono esibite alcune delle compagnie teatrali che accompagnano il CineCircolo Maurizio Grande nella rassegna del Festival del Teatro Amatoriale.
Protagoniste la compagnia Biancaluna di Verbicaro e l’associazione Dafne di Cirella, che hanno aperto rispettivamente le serate di sabato e domenica.
Un contributo che ha confermato il rapporto tra il CineCircolo e il tessuto culturale del territorio.
Una settimana di cultura che guarda al futuro
Il bilancio della III edizione è stato positivo sia per la partecipazione del pubblico sia per il coinvolgimento generato dai diversi appuntamenti.
A sottolinearlo è stato il direttore artistico Francesco Presta:
«Un bilancio molto positivo – ha dichiarato – che dimostra come la cultura può essere vettore turistico anche sul finire di stagione estiva».
La rassegna ha quindi confermato la propria vocazione: utilizzare il cinema, il teatro, la musica e la parola per creare occasioni di incontro e di consapevolezza.
A Diamante, per una settimana, l’arte è diventata uno strumento per parlare di diritti umani, legalità, inclusione, memoria e violenza di genere.
Un percorso che ha unito spettacolo e impegno civile e che, attraverso storie diverse, ha riportato al centro una domanda essenziale: quanto può fare la cultura quando sceglie di non limitarsi a raccontare il mondo, ma prova anche a cambiarne lo sguardo?
Photo credits: Katia Grosso
Cinema, teatro, musica e testimonianze hanno animato a Diamante la III edizione di 7 Giorni con le Donne per i Diritti Umani, tra inclusione e legalità.
Continua a seguire il nostro sito e la pagina Facebook Italia News radiotv, siamo anche su Youtube e Instagram. Resta aggiornato con le ultime notizie su eventi, musica, tv, libri e cultura a 360gradi!
Tutte le immagini presenti in questo sito sono protette da copyright e sono utilizzate esclusivamente a scopo informativo. È vietata la riproduzione, distribuzione o utilizzo senza autorizzazione. Per richieste di utilizzo, contattaci all’indirizzo redazione@italianewsradiotv.it Qualora siano state utilizzate immagini ritenendole di pubblico dominio o in buona fede, nel caso ciò non fosse conforme alle sue preferenze o ai diritti d’autore, siamo a completa disposizione per rimuoverle immediatamente. La preghiamo di comunicarci eventuali richieste o chiarimenti scrivendo a redazione@italianewsradiotv.it .