Dal Sakura Club al Magma Bistrot: a Torre del Greco la memoria diventa cucina

Magma Bistrot Torre del Greco: storia e cucina del Vesuvio

La storia del complesso nato nel 1971 e il percorso di Ciro Di Giovanni si intrecciano con la cucina di Magma Bistrot. Il progetto “Tra Fuoco e Vigna” porta a tavola il dialogo tra Vesuvio e Campi Flegrei

Un luogo che cambia senza perdere la memoria

Ci sono luoghi che cambiano nel tempo senza perdere il legame con la propria storia. È questo il percorso del complesso che oggi ospita il Magma Bistrot, alle pendici del Vesuvio, all’interno dello storico Sakura Club Piscine di Torre del Greco.

Qui la memoria di una struttura nata oltre cinquant’anni fa incontra oggi un progetto gastronomico contemporaneo, costruito intorno alla cucina, alla pizza, ai prodotti del territorio e all’accoglienza.

È in questo contesto che nasce “Tra Fuoco e Vigna”, percorso realizzato dal Magma Bistrot insieme a Cantine Federiciane per mettere in relazione due territori vulcanici della Campania: il Vesuvio e i Campi Flegrei.

Un appuntamento che racconta il presente, ma che affonda le proprie radici nella storia del luogo.

Il Sakura Club nasce nel 1971

La storia comincia nel 1971, quando Dorotea Liguori, imprenditrice di origini torresi e giapponesi, dà vita al Sakura Club Piscine.

Il progetto nasce come luogo d’élite dedicato all’ospitalità, al tempo libero e alla socialità. Nel corso dei decenni il complesso entra progressivamente nella memoria collettiva di Torre del Greco, diventando parte della storia della città.

La struttura conserva ancora oggi questa vocazione, pur attraversando nel tempo una trasformazione importante.

A contribuire alla nuova fase è Ciro Di Giovanni, che comincia a lavorare al Sakura alla fine degli anni Novanta.

La conoscenza progressiva degli spazi e delle attività del complesso si trasforma negli anni in un legame personale e professionale sempre più forte.

Il rilancio di Ciro Di Giovanni

Nel 2013 Di Giovanni avvia il percorso di rilancio e la progressiva acquisizione della struttura.

L’idea non è quella di cancellare ciò che il Sakura ha rappresentato, ma di costruire una nuova fase mantenendo il rapporto con la storia del luogo.

Da questa visione prende forma anche il progetto gastronomico Magma.

Nel 2018 nasce infatti Magma, inizialmente con una forte caratterizzazione legata alla pizzeria e con una dichiarazione d’intenti precisa: portare nel piatto il carattere della terra vesuviana.

Prodotti, sapori e tradizioni diventano così parte di un progetto che negli anni si evolve.

La proposta si amplia dalla pizza alla ristorazione e il progetto arriva all’attuale Magma Bistrot, uno spazio nel quale cucina, pizzeria, eventi, accoglienza e intrattenimento convivono all’interno dello stesso complesso.

Nicoletta Di Patre e una nuova idea di accoglienza

Nel percorso di sviluppo del progetto c’è anche Nicoletta Di Patre, moglie di Ciro Di Giovanni.

La direzione intrapresa è quella della continuità: il passato del Sakura non viene messo da parte, ma diventa una base sulla quale costruire una nuova esperienza.

Il risultato è un luogo che conserva l’identità del complesso storico e, allo stesso tempo, si apre a una proposta gastronomica contemporanea.

La posizione contribuisce a definire ulteriormente il carattere del Magma Bistrot.

La struttura si trova alle pendici del Vesuvio, con vista sul Golfo di Napoli, e dispone di ampi spazi interni ed esterni.

La capacità dichiarata è di circa 200 coperti negli ambienti interni e 150 negli spazi esterni.

Un contesto nel quale la ristorazione diventa parte di un’esperienza più ampia.

Il Vesuvio come punto di partenza

Il nome stesso Magma richiama la natura vulcanica del territorio.

Fin dalla nascita del progetto, il Vesuvio è stato infatti considerato una parte fondamentale dell’identità gastronomica del locale.

La terra vesuviana viene raccontata attraverso le materie prime, le coltivazioni e i prodotti che caratterizzano la cucina campana.

Questa attenzione si ritrova anche nella scelta di lavorare seguendo la stagionalità degli ingredienti.

La pizza, in particolare, diventa uno strumento attraverso il quale cambiare periodicamente il racconto gastronomico.

Raimondo De Crescenzo, la pizza come ricerca

A guidare la pizzeria del Magma Bistrot è Raimondo De Crescenzo.

Il suo percorso professionale comincia quando ha appena sedici anni. Dopo un’esperienza in rosticceria, entra nel mondo della panificazione affiancando un panettiere e avvicinandosi alle tecniche di lievitazione e al lievito madre.

Da qui arriva alla pizza.

Dopo quattro anni di attività a Ischia, il suo percorso prosegue all’estero, tra Regno Unito, Maiorca e Barcellona.

Nel 2019 lavora anche nella brigata del Ristorante Giorgio, prima di tornare in Italia e approdare al Magma Bistrot.

La sua ricerca si concentra soprattutto sull’impasto.

Utilizza Nuvola Super di Mulino Caputo, lavorata con biga a freddo e idratazioni comprese indicativamente tra il 70 e il 75%, in relazione alle condizioni climatiche.

L’obiettivo è ottenere una pizza leggera, con un cornicione pronunciato e alveolato, attraverso processi di fermentazione e maturazione lenti.

La stagionalità entra nel menu

La filosofia della pizzeria non si limita alla tecnica.

De Crescenzo ha introdotto una rotazione delle proposte, costruendo nuove pizze attorno agli ingredienti della stagione, con particolare attenzione ai vegetali.

La pizza diventa così una sorta di tela bianca.

L’impasto rimane il punto di partenza, mentre la farcitura cambia seguendo il calendario agricolo e la disponibilità delle materie prime.

È una filosofia che trova una sintesi nel percorso “Tra Fuoco e Vigna”.

L’incontro con Cantine Federiciane

Il progetto rappresenta un passaggio ulteriore nella storia gastronomica del Magma Bistrot.

Il Vesuvio incontra infatti i Campi Flegrei, attraverso i vini di Cantine Federiciane.

Due territori vulcanici che vengono messi in relazione non soltanto per la loro conformazione geologica, ma per la cultura agricola e gastronomica che si è sviluppata intorno alla terra.

Il vino diventa quindi il naturale compagno della cucina.

La cena si apre con Flegreo, spumante ottenuto da Falanghina 100%, che accompagna gli assaggi di terra e mare.

Il percorso prosegue con la Falanghina Campi Flegrei D.O.P., il Piedirosso Campi Flegrei D.O.P. e il Gragnano Penisola Sorrentina D.O.P.

Dal mare alla pizza

Gli assaggi iniziali comprendono Bun di Polpo con cremoso di patate e maionese di San Marzano, Crostino del Vesuvio con burro agli agrumi, alici di Cetara, stracciata e zest di limone e Fiore di Zucca con ricotta e Provolone del Monaco.

Poi il forno diventa protagonista.

La prima pizza è Viola di Mare, con patata viola, baccalà, olive e cappero, accompagnata dalla Falanghina Campi Flegrei D.O.P.

Segue Zuccotta, con zucca, Gorgonzola e ’nduja, abbinata al Piedirosso Campi Flegrei D.O.P.

Il percorso si conclude con La Classica, provola e pepe nero, accompagnata dal Gragnano Penisola Sorrentina D.O.P.

Una successione che passa dal mare alla terra, dai sapori più strutturati alla semplicità della pizza tradizionale.

Due vulcani raccontati attraverso il lavoro

Il significato di “Tra Fuoco e Vigna” si trova soprattutto nel rapporto tra territorio e lavoro.

Il fuoco rappresenta il forno del Magma, ma richiama anche l’origine vulcanica dei territori campani.

La vigna rappresenta invece il lavoro agricolo, la vendemmia e il processo attraverso il quale l’uva viene trasformata in vino.

In mezzo ci sono le persone.

Il pizzaiolo che studia l’impasto e ne governa fermentazione e cottura. Il cuoco che interpreta la materia prima. Il vignaiolo che segue la vite e la trasformazione dell’uva.

È attraverso queste professionalità che il territorio può diventare esperienza gastronomica.

Il finale porta il nome Magma

A chiudere la cena è Magma, cheesecake con salsa di lamponi preparata dal pastry chef Angelo Guarino.

Un dessert che porta il nome del locale e che diventa idealmente la firma conclusiva del percorso.

Il viaggio iniziato dal Vesuvio torna così al Magma.

La storia del Sakura Club, il progetto di Ciro Di Giovanni e Nicoletta Di Patre, la ricerca sulla pizza di Raimondo De Crescenzo e i vini di Cantine Federiciane confluiscono in un unico racconto.

“Tra Fuoco e Vigna” diventa così un incontro tra memoria e contemporaneità, nel quale la storia di un luogo di Torre del Greco si apre al dialogo con un altro territorio vulcanico campano.

Non una semplice successione di piatti e calici, ma un percorso costruito intorno alla materia prima, alla stagionalità e alla volontà di trasformare l’identità dei territori in un’esperienza da condividere.


Dal Sakura Club del 1971 al Magma Bistrot di oggi: storia, persone e cucina di un progetto nato alle pendici del Vesuvio.


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About the Author: Angelo Cannavacciuolo

Giornalista Pubblicista dal 2018 e Direttore responsabile Italia News radio tv – Testata giornalistica on line registrata presso il Tribunale di Nola, al registro stampa n. 3 del 3 dicembre 2024. Scrive per imparare, per ricordare, per esprimere, per raccontare, per informare e per sentire quel brivido di vita che solo la scrittura e poche altre cose possono dare.