Antonio Ottaiano torna in scena con “C’era una volta… Guapparia”: musica, passione e teatro al Troisi

Antonio Ottaiano protagonista di C’era una volta Guapparia al Teatro Troisi di Napoli

Sette anni dopo l’ultima esperienza teatrale, Antonio Ottaiano torna sul palcoscenico con uno spettacolo che rappresenta un vero e proprio atto d’amore verso la sceneggiata napoletana. Dal 1° al 4 ottobre, il Teatro Troisi di Napoli ospiterà “C’era una volta… Guapparia”, una produzione che punta sulla forza della recitazione, sulla musica dal vivo e sulle atmosfere della grande tradizione teatrale partenopea.

Ottaiano sarà alla guida di una compagnia composta da interpreti di esperienza, con la regia di Gigi Savoia e un’orchestra di sette elementi diretta dal maestro Peppe Fiscale.

Un ritorno atteso sulle tavole del palcoscenico

Il ritorno di Antonio Ottaiano al teatro è accompagnato da una forte componente emotiva.

L’artista non nasconde l’agitazione per un appuntamento che, dopo una lunga pausa, sembra quasi assumere le caratteristiche di un debutto.

«Sono molto emozionato, teso, ansioso per la messa in scena di questo spettacolo, l’adrenalina mi sta divorando, mi sembra come se fosse la prima volta», racconta Ottaiano.

Dalla pandemia, infatti, sono passati sette anni senza teatro. La scelta di tornare proprio con la sceneggiata assume quindi un significato ancora più forte, perché si lega a un genere al quale l’artista è particolarmente affezionato.

La sua intenzione è quella di contribuire a valorizzare e divulgare la sceneggiata, portandola anche all’attenzione delle nuove generazioni.

Un grande cast per raccontare “Guapparia”

A condividere il palcoscenico con Ottaiano sarà un cast di primo piano.

La compagnia comprende Oscarino Di Maio, Carla Schiavone, Vincenzo Merolla, Lello Pirone, Lucia Palmentieri, Angela Rucco, Ciro Meglio, Antonio Lippiello, Carmine Iannone e il piccolo Vincenzo De Simone.

Un gruppo di interpreti chiamato a dare corpo ai diversi personaggi di una storia nella quale convivono sentimento, dramma, conflitto e momenti di comicità.

La regia è affidata a Gigi Savoia, importante protagonista del teatro italiano.

La direzione artistica è di Antonio Ottaiano, mentre l’aiuto regia è curato da Carla Schiavone.

Scene, costumi, luci e suoni

Alla costruzione dell’impianto scenico partecipano diverse professionalità.

Le scene sono firmate da Tonino Di Ronza, i costumi da Anna Giordano, mentre le luci sono affidate a Rosario Sorrentino e i suoni a Enzo Sorrentino.

La produzione ha quindi costruito uno spettacolo nel quale la componente visiva e quella sonora accompagneranno la recitazione, ricreando l’atmosfera tipica della sceneggiata.

A firmare la prefazione sarà Magda Mancuso, conduttrice, giornalista e scrittrice.

La musica dal vivo al centro dello spettacolo

Uno degli elementi caratterizzanti di “C’era una volta… Guapparia” sarà la presenza dell’orchestra in buca composta da sette elementi, diretta dal maestro Peppe Fiscale.

La musica non sarà quindi un semplice accompagnamento, ma una componente essenziale della narrazione.

È proprio attraverso le melodie che la sceneggiata ha costruito nel tempo una parte fondamentale della propria identità, unendo il racconto teatrale alla tradizione della canzone napoletana.

Per la nuova rappresentazione, Ottaiano ha deciso di rispettare la struttura originale, introducendo però alcune novità musicali.

La “Guapparia” del 1914 torna sul palco

Nel cuore dello spettacolo resta naturalmente “Guapparia”, il celebre brano scritto nel 1914 da Libero Bovio e Rodolfo Falvo.

La canzone è già parte integrante della trama e rappresenta uno dei punti di riferimento musicali della rappresentazione.

Accanto a questo brano storico, Ottaiano ha scelto di inserire altre due canzoni capaci di ampliare il percorso musicale dello spettacolo.

La prima è “Freva ’e gelusia”, del 1967, composta da Alfonso Chiarazzo e Salvatore Palliggiano.

Il brano venne presentato al Festival di Napoli 1967 da Mario Merola e Maria Paris e nella nuova produzione sarà interpretato da Antonio Ottaiano e Lucia Palmentieri.

“Inferno d’ammore” e il dialogo con la tradizione

La seconda aggiunta musicale è “Inferno d’ammore”, brano del 1975 firmato da Alfonso Chiarazzo ed Eduardo Alfieri.

Questa volta sarà Antonio Ottaiano a interpretarlo insieme a Carla Schiavone.

La scelta dei brani non è casuale: il percorso musicale permette di attraversare diverse epoche della canzone legata alla sceneggiata, mantenendo vivo il rapporto tra il teatro e la tradizione musicale napoletana.

Ottaiano ha scelto infatti di conservare il testo teatrale e la sceneggiatura originale di Vincenzo De Crescenzo, intervenendo soprattutto sull’impianto musicale con l’inserimento delle nuove melodie.

“Isso”, “essa” e “’o malamente”: il codice della sceneggiata

La rappresentazione mantiene anche la struttura narrativa tradizionale.

La sceneggiata è una forma di teatro popolare nella quale canto, dramma e comicità convivono, seguendo un codice narrativo preciso.

C’è “isso”, l’eroe positivo, spesso identificato con la figura del guappo.

C’è “essa”, l’eroina e la donna amata.

E c’è “’o malamente”, l’antagonista, destinato a essere punito, ucciso oppure mandato in galera.

A completare la struttura c’è il duo comico, indispensabile per alleggerire la tensione e creare un’alternanza tra dramma e comicità.

Le storie raccontate attraverso questo linguaggio teatrale affrontano temi come onore, rispetto, amicizia e amore, sentimenti che continuano a rendere riconoscibile la sceneggiata anche a distanza di decenni.

Dalla grande tradizione a Mario Merola e Pino Mauro

Antonio Ottaiano vuole inoltre trasformare lo spettacolo in un’occasione per raccontare la storia stessa della sceneggiata.

La prefazione di Magda Mancuso, basata su un testo scritto da Ottaiano, ripercorrerà le origini del genere, il periodo del suo massimo successo e le sue successive trasformazioni.

Il racconto arriverà alle figure di Mario Merola e Pino Mauro, passando attraverso il periodo di fermo vissuto dalla sceneggiata negli anni Settanta.

Successivamente, il percorso arriverà alla ripresa registrata verso la fine degli anni Novanta, anche grazie alle rappresentazioni dello stesso Ottaiano.

L’obiettivo è soprattutto quello di consentire alle nuove generazioni di comprendere che la sceneggiata non è un semplice spettacolo del passato, ma una forma teatrale con una storia complessa e importanti radici culturali.

Un teatro che viene da lontano

Ottaiano insiste proprio su questo punto: la sceneggiata non deve essere considerata un genere artistico di basso livello.

Un giovane che oggi entra in sala per assistere a una rappresentazione deve poter scoprire un teatro difficile e articolato, legato a una tradizione che arriva da lontano e che, secondo l’artista, affonda le proprie radici anche nella tragedia greca.

Nel corso della sua storia, inoltre, questo linguaggio è stato affrontato da grandi interpreti del teatro.

Il fatto che siano state realizzate due tesi di laurea sulla sceneggiata e sullo stesso Antonio Ottaiano rappresenta per il capocomico napoletano un motivo di grande soddisfazione.

L’epilogo di “’o malamente” e il no alla violenza

La tradizione della sceneggiata prevede che l’antagonista arrivi a un epilogo definitivo.

Anche “C’era una volta… Guapparia” mantiene questo elemento: “’o malamente” sarà ucciso in maniera eclatante, rispettando il copione e le caratteristiche del genere.

Ma Antonio Ottaiano tiene a separare il linguaggio della rappresentazione dal messaggio personale dell’artista.

La scena appartiene alla drammaturgia della sceneggiata e non vuole essere interpretata come celebrazione della violenza.

Il capocomico napoletano lo chiarisce senza esitazioni: è contrario alla violenza e a qualsiasi forma di sopraffazione.

Dopo il Troisi, altre tappe in Campania

L’appuntamento napoletano rappresenterà l’inizio di un percorso che porterà “C’era una volta… Guapparia” anche in altri teatri.

Dopo le quattro date al Teatro Troisi, dal 1° al 4 ottobre, lo spettacolo sarà presentato il 12 dicembre al Teatro Diana di Nocera Inferiore.

Successivamente, il 20 dicembre, sarà la volta del Teatro delle Arti di Salerno.

È inoltre prevista una rappresentazione al Cine-Teatro Ariston di Mondragone, mentre il calendario continua ad arricchirsi di nuovi appuntamenti.

Un viaggio tra musica, memoria e identità

“C’era una volta… Guapparia” vuole dunque essere molto più di una semplice riproposizione di un genere teatrale.

Attraverso la recitazione, la musica dal vivo, le melodie storiche e la forza dei personaggi, Antonio Ottaiano prova a costruire un ponte tra la sceneggiata del passato e il pubblico di oggi.

Il ritorno al Teatro Troisi diventa così una nuova occasione per incontrare un patrimonio fatto di canzone, dramma, comicità, passione e sentimenti, ma anche per ricordare quanto la sceneggiata abbia contribuito alla storia dello spettacolo napoletano.

Dal 1° al 4 ottobre il Teatro Troisi di Napoli accoglierà “C’era una volta… Guapparia”: Antonio Ottaiano torna in scena con la sua compagnia e con un’orchestra dal vivo, per riportare il pubblico dentro una delle tradizioni più forti del teatro popolare napoletano.


Antonio Ottaiano torna sul palcoscenico con “C’era una volta… Guapparia”, spettacolo che unisce sceneggiata, musica e tradizione. Dal 1° al 4 ottobre appuntamento al Teatro Troisi di Napoli.


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About the Author: Angelo Cannavacciuolo

Giornalista Pubblicista dal 2018 e Direttore responsabile Italia News radio tv – Testata giornalistica on line registrata presso il Tribunale di Nola, al registro stampa n. 3 del 3 dicembre 2024. Scrive per imparare, per ricordare, per esprimere, per raccontare, per informare e per sentire quel brivido di vita che solo la scrittura e poche altre cose possono dare.