“Un’altra me”, Nadia Bassano guarda oltre il mare: il nuovo video racconta il coraggio di rinascere

Nadia Bassano sulla riviera sanremese nel videoclip Un’altra me

Due immagini, un solo viaggio: dal buio della riflessione alla luce dell’orizzonte

Ci sono viaggi che iniziano quando si sale su una nave, su un treno o su un aereo. E poi ce ne sono altri, più difficili da raccontare, che cominciano dentro di noi.

È proprio questo il viaggio al centro di “Un’altra me”, il nuovo singolo di Nadia Bassano, già in radio e disponibile sulle piattaforme digitali per One Publishing E Music. Un brano intenso e personale nel quale l’artista mette in musica il bisogno di cambiare, di superare una fase della propria vita e di andare alla ricerca di una nuova versione di sé.

Ora quel viaggio diventa anche immagine grazie al videoclip ufficiale, diretto da Morris JC, che costruisce un racconto per contrasti: il nero e il bianco, il tramonto e l’alba, l’interno e l’esterno, la riflessione e l’apertura verso il futuro.

Il significato di “Un’altra me”

Il brano nasce dalla collaborazione tra Nadia Bassano e Gianni Errera, autore insieme a lei della canzone, oltre che arrangiatore e produttore.

Al centro della composizione c’è una domanda semplice quanto profonda: quanto coraggio serve per lasciare ciò che conosciamo quando quel luogo, pur essendo sicuro, non ci permette più di vivere davvero?

Nadia Bassano sceglie la metafora del viaggio per raccontare questo passaggio.

Il cambiamento non viene presentato come un gesto superficiale o come il desiderio di diventare qualcun altro. È piuttosto una necessità, un modo per uscire da una condizione di immobilità e provare a ritrovare una dimensione più autentica.

“Perdersi per ritrovarsi” diventa quindi la chiave del brano.

Il mare come confine tra passato e futuro

Nel racconto di “Un’altra me” il mare assume un valore simbolico particolarmente forte.

Da una parte rappresenta l’ostacolo, ciò che separa dalla meta e che costringe ad affrontare paure e incertezze. Dall’altra diventa l’orizzonte, cioè la possibilità di guardare oltre ciò che già conosciamo.

È proprio questa doppia natura a rendere il mare il comune denominatore del videoclip.

Non è soltanto un paesaggio, ma il luogo metaforico nel quale passato e futuro si incontrano.

La domanda non è soltanto dove andare, ma se si è davvero disposti a lasciare il proprio porto sicuro.

Dal nero del tramonto al bianco dell’alba

Il videoclip firmato da Morris JC traduce il significato del testo attraverso due scenari visivi.

Nel primo, Nadia è vestita di nero e si trova in un ambiente chiuso, al tramonto. È immersa nella scrittura e nella riflessione.

L’atmosfera richiama il momento in cui una persona si confronta con se stessa, con ciò che non funziona più e con la necessità di prendere una decisione.

Il secondo scenario cambia completamente prospettiva.

Nadia appare vestita di bianco, all’aperto, sulla riviera sanremese e alle prime luci dell’alba. Il suo sguardo è rivolto verso il futuro, verso quella linea dell’orizzonte che nel brano rappresenta la possibilità di ricominciare.

Il passaggio cromatico diventa così anche un passaggio emotivo.

Dal nero al bianco, dalla chiusura all’apertura, dal pensiero all’azione.

Guarda il videoclip di Nadia Bassano

Il videoclip accompagna lo spettatore dentro questo percorso senza separare la dimensione musicale da quella visiva.

La regia di Morris JC enfatizza infatti il contrasto tra le due condizioni della protagonista e utilizza il mare come elemento di continuità.

È la stessa Nadia a cambiare, ma senza perdere la propria identità.

Il concetto di “un’altra me” non significa diventare qualcun’altra: significa ritrovare una parte di sé che forse era rimasta nascosta.

Guarda il video ufficiale di “Un’altra me” su YouTube

Nadia Bassano, una voce costruita sulla ricerca

Dietro il nuovo singolo c’è un percorso artistico lungo e articolato.

Nadia Bassano, per gli amici FleiN, nasce musicalmente davanti a un pianoforte e prosegue la propria formazione studiando canto moderno al conservatorio.

Negli anni sviluppa una particolare attenzione per la voce, che diventa elemento centrale tanto nell’interpretazione quanto nella costruzione degli arrangiamenti.

Il suo universo musicale si muove soprattutto tra R&B e Neo Soul, con groove profondi, armonie ricercate e una forte componente di sperimentazione.

Parallelamente al percorso da cantautrice, Nadia lavora come Vocal Coach e collabora con grandi produzioni.

Una doppia esperienza che contribuisce a rendere particolarmente consapevole il suo approccio alla musica.

Una storia iniziata nel 2006

La sua esperienza in studio prende forma già nel 2006, quando incide con i Mexican Radio “Blinding Lights”, progetto di matrice country-rock americana.

In quella occasione Nadia si confronta non soltanto con il ruolo di interprete, ma anche con gli arrangiamenti e la realizzazione dei cori.

Successivamente lavora con il bassista Marco Giubileo, partecipando alla realizzazione di brani inediti tra R&B e jazz-fusion, tra cui “I love you anyway” e “Save the best for Last”.

Esperienze differenti che diventano tappe di una formazione progressiva e che conducono verso la definizione del progetto solista.

Il 2025: l’Ariston e la svolta professionale

La crescita artistica di Nadia trova una importante conferma nel 2025.

L’artista è finalista ad A Voice For Europe e al Premio Lunezia 2025, nella sezione autori di testi, ottenendo una menzione speciale per “Fisica senza Retorica”.

Nello stesso anno conquista il secondo posto a Sanremo Rock & Trend, nella sezione Trend, esibendosi come cantautrice e interprete solista al Teatro Ariston di Sanremo.

La giuria comprende anche nomi come Pino Scotto e Danila Satragno.

Da questa esperienza prende forma la collaborazione con lo Studio One Publishing E Music Srl di Roma e con Gianni Errera, destinata a sfociare nella realizzazione del primo EP di inediti in italiano.

Un EP che mette la voce al centro

“Un’altra me” è il primo singolo di un progetto più ampio.

L’EP nasce con l’obiettivo di riunire le diverse componenti della ricerca musicale di Nadia Bassano: new soul, R&B, centralità della voce e testi capaci di raccontare storie attraverso prospettive personali.

La voce è quindi il punto di partenza e, allo stesso tempo, uno degli strumenti creativi attraverso i quali l’artista costruisce il proprio linguaggio.

Non soltanto interpretazione, dunque, ma ricerca, arrangiamento e sperimentazione.

Dal Dreaming San Marino Song Contest a Rai2

Il 2026 ha portato nuove conferme.

Nadia Bassano è stata semifinalista al Dreaming San Marino Song Contest, ha conquistato il secondo posto al Fatti Sentire Festival, trasmesso su Rai2, e ha ottenuto il secondo posto a Sanremo Rock.

Traguardi che arrivano mentre prende forma il suo primo progetto discografico in italiano e che rafforzano il percorso intrapreso negli anni precedenti.

Oltre il mare, alla ricerca di una nuova sé

“Un’altra me” è, in definitiva, il racconto di un passaggio.

Non esiste una garanzia quando si decide di lasciare il porto sicuro. Esiste soltanto la consapevolezza che restare fermi può fare ancora più paura.

Nadia Bassano sceglie di raccontare proprio quel momento: quello in cui bisogna attraversare il mare per scoprire cosa esiste oltre l’orizzonte.

Il videoclip rende visibile questa trasformazione attraverso il contrasto tra il nero del tramonto e il bianco dell’alba.

E mentre la prima Nadia guarda dentro se stessa, la seconda guarda avanti.

Non verso un’altra persona, ma verso un’altra versione di sé.

Nadia Bassano è su Facebook Instagram TikTok Youtube

Press & Promo: Filippo Broglia recmedia comunicazione e promozione filippo@broglia.biz

Ph. by Morris JC


Nadia Bassano racconta il cambiamento attraverso “Un’altra me”. Il videoclip di Morris JC trasforma il mare, il tramonto e l’alba nella metafora di un viaggio verso una nuova identità.


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About the Author: Angelo Cannavacciuolo

Giornalista Pubblicista dal 2018 e Direttore responsabile Italia News radio tv – Testata giornalistica on line registrata presso il Tribunale di Nola, al registro stampa n. 3 del 3 dicembre 2024. Scrive per imparare, per ricordare, per esprimere, per raccontare, per informare e per sentire quel brivido di vita che solo la scrittura e poche altre cose possono dare.