Dal forno di zio Tonino ad Afragola alla scena internazionale della pizza a Tokyo: il memoir di Giuseppe Errichiello, scritto con Luigi D’Antonio, racconta sacrifici, identità e successo
C’è una distanza di oltre novemila chilometri tra Afragola e Tokyo, ma per Giuseppe “Peppe” Errichiello quella distanza non ha mai significato recidere il legame con la propria terra.
È proprio lungo questa rotta ideale tra Napoli e il Giappone che si sviluppa “Un napoletano al Wasabi”, il memoir che racconta la vicenda umana e professionale di Errichiello, scritto da Luigi D’Antonio.
La presentazione ufficiale del volume si è svolta al Jarden di Cardito, davanti a oltre 300 persone, in una serata che ha riunito famiglia, amici, istituzioni e rappresentanti della stampa.
Un appuntamento nel quale la pizza è stata soltanto uno degli elementi di una storia più ampia: quella di un uomo partito da una realtà difficile, cresciuto attraverso il lavoro e arrivato a costruire a Tokyo una propria identità professionale e imprenditoriale.
Dal forno di zio Tonino nasce una vocazione
Prima ancora di Tokyo, prima del successo e delle classifiche internazionali, ci sono Afragola e il forno.
Il memoir parte dalle radici di Giuseppe Errichiello e da un’infanzia complessa, caratterizzata anche dal rapporto con il padre e dalle difficoltà affrontate durante la crescita.
In questo percorso assume un ruolo decisivo la madre Pina, figura fondamentale capace di sostenerlo nelle avversità.
Accanto alla famiglia c’è poi zio Tonino, che introduce Peppe al mestiere del forno.
È un passaggio importante perché proprio attraverso il contatto con il lavoro artigianale prende forma una competenza che negli anni diventerà una professione e, successivamente, un’attività imprenditoriale riconosciuta anche fuori dai confini italiani.
Una strada non sempre semplice
“Un napoletano al Wasabi” non è un racconto costruito per celebrare soltanto il successo finale.
Il memoir affronta infatti anche le fasi più complicate della vita di Errichiello, comprese le tentazioni della strada, raccontando un percorso nel quale ogni conquista è preceduta da una scelta e da una difficoltà da superare.
Un momento importante della sua formazione è rappresentato dal servizio militare, esperienza che introduce nella sua vita la disciplina e un nuovo senso della responsabilità.
Poi arriva l’incontro con Ayumi, la prima moglie.
Quella relazione rappresenta una svolta personale destinata ad avere conseguenze profonde anche sul piano professionale: Peppe decide di lasciare l’Italia e di affrontare una nuova vita dall’altra parte del mondo.
Tokyo come sfida professionale e personale
Arrivare a Tokyo significa confrontarsi con una realtà completamente diversa.
La città giapponese diventa nel memoir il simbolo della terra da conquistare, ma anche delle difficoltà legate all’adattamento.
Cambiano la lingua, la cultura, le abitudini e il modo di vivere il quotidiano.
Resta però intatto il rapporto con Napoli.
La nostalgia della casa e delle proprie radici accompagna Peppe nella sua esperienza giapponese, mentre contemporaneamente la sua vita si arricchisce di nuove responsabilità.
Tra queste c’è la paternità, una tappa fondamentale del percorso personale di Errichiello.
La nuova famiglia e il lavoro diventano così i due elementi attraverso i quali costruire una nuova esistenza.
Portare Napoli a Tokyo
La distanza dalla Campania non impedisce a Peppe di continuare a parlare napoletano attraverso il proprio lavoro.
Anzi, è proprio a Tokyo che il rapporto con la propria identità diventa ancora più forte.
Nasce così il brand “Napoli Sta’ Ca’”, espressione di un progetto nel quale la cultura e la tradizione partenopea incontrano il pubblico giapponese.
La pizza diventa quindi un ponte tra due mondi.
Da una parte ci sono le radici napoletane, il forno, la tradizione e la memoria; dall’altra Tokyo, una delle metropoli più importanti del mondo e un mercato nel quale Errichiello deve confrontarsi con nuove esigenze e nuove sensibilità.
La pizza come linguaggio universale
La storia professionale di Giuseppe Errichiello dimostra come la pizza possa diventare un vero strumento di dialogo culturale.
Portare la tradizione napoletana in Giappone significa infatti mantenere riconoscibili le proprie origini e, contemporaneamente, imparare a confrontarsi con un contesto internazionale.
È una sfida che richiede competenza, capacità imprenditoriale e soprattutto una forte consapevolezza delle proprie radici.
Il percorso di Peppe arriva fino ai vertici della classifica “50 Top Pizza”, prestigioso riferimento internazionale nel settore.
Un risultato che rappresenta il riconoscimento di un cammino cominciato molti anni prima, quando il giovane Giuseppe si avvicinava al mestiere del forno.
Quattro parole per raccontare una vita
La struttura di “Un napoletano al Wasabi” è costruita intorno a quattro momenti fondamentali.
Le radici rappresentano l’infanzia ad Afragola, la famiglia, la madre Pina e l’insegnamento di zio Tonino.
Il riscatto racconta invece il confronto con le difficoltà, le tentazioni della strada, la disciplina del servizio militare e l’incontro con Ayumi, fino alla scelta di partire.
La terra coincide con Tokyo, con l’adattamento a una realtà lontana, la nostalgia di casa, la paternità e la nascita di “Napoli Sta’ Ca’”.
Infine arriva la libertà, rappresentata dall’indipendenza economica, dalla crescita imprenditoriale e dall’affermazione raggiunta nel mondo della pizza.
Una struttura che consente al lettore di seguire non soltanto la carriera del pizzaiolo, ma soprattutto l’evoluzione dell’uomo.
La presentazione di Cardito riporta Peppe alle sue origini
Il Jarden di Cardito ha rappresentato il luogo ideale per presentare questa storia proprio perché la serata ha consentito a Errichiello di tornare fisicamente e simbolicamente vicino alle proprie origini.
Oltre 300 persone hanno partecipato all’evento, condividendo con Peppe un momento nel quale il successo internazionale si è incontrato con l’affetto della famiglia e degli amici.
Il programma è stato costruito come un vero talk-show, con Giuseppe Errichiello e l’autore Luigi D’Antonio protagonisti del confronto.
A moderare l’incontro è stato il giornalista Francesco Russo, direttore de La Gazzetta dello Spettacolo.
Attraverso le domande e il racconto diretto dei protagonisti sono state ripercorse la genesi del libro e le principali tappe della vita personale e professionale di Errichiello.
La città di Afragola consegna una targa a Errichiello
Particolarmente significativo il momento istituzionale che ha aperto la serata.
Il sindaco di Afragola, Gennaro Giustino, insieme al Vicesindaco, ha consegnato a Giuseppe Errichiello una targa di riconoscimento.
La città ha voluto premiare un proprio cittadino ritenuto meritevole e considerato un esempio per i giovani del territorio.
Un gesto che riporta al centro il rapporto tra Peppe e la comunità dalla quale è partito il suo percorso.
Il saluto dell’Onorevole Maria Spena
Durante la serata è intervenuta anche l’amica Onorevole Maria Spena, Capogruppo della Commissione Parlamentare per l’infanzia e l’adolescenza.
Il suo saluto è stato dedicato ai risultati raggiunti da Errichiello e al valore di un percorso professionale costruito attraverso impegno e sacrificio.
Il riconoscimento istituzionale e la partecipazione degli affetti personali hanno contribuito a dare all’appuntamento un significato che va oltre la dimensione gastronomica.
Dal successo alla solidarietà
La storia di Peppe Errichiello non si ferma alla professione.
Uno degli obiettivi principali della serata è stato infatti quello di presentare anche il progetto solidale promosso dall’associazione “Sol Levante”.
Insieme alla moglie Stefania Tuccillo, preziosa compagna di vita, Errichiello ha illustrato il valore sociale dell’iniziativa.
Il progetto prevede che l’intero ricavato derivante dalla distribuzione del libro e dalle donazioni raccolte durante l’evento venga destinato a progetti dedicati ai bambini speciali.
Una parte delle risorse sarà inoltre destinata al sostegno di associazioni sportive di judo operanti in Campania, impegnate nell’inclusione e nel recupero sociale di giovani provenienti da contesti di disagio.
A parlare del progetto insieme a Peppe e Stefania è stato il maestro di judo Mario Palermo.
Il memoir assume così anche una funzione concreta di solidarietà: la storia di un riscatto personale viene trasformata in un’occasione per aiutare altre persone a trovare il proprio percorso.
Una serata tra food, musica e incontri
Dopo il talk-show, l’appuntamento è proseguito con un momento più informale.
Un DJ Set ha accompagnato la parte dedicata al food, permettendo agli ospiti di continuare a condividere la serata con il protagonista.
Non sono mancati gli scatti fotografici, gli incontri e gli autografi sulle copie del libro, in un clima di festa e partecipazione.
Per Peppe è stato anche un modo per incontrare nuovamente tante delle persone che hanno seguito il suo percorso prima della partenza e che oggi hanno potuto conoscere direttamente la storia raccontata nel memoir.
Una storia professionale che parla napoletano in Giappone
“Un napoletano al Wasabi” mette insieme due mondi apparentemente lontani.
Da una parte Afragola e Napoli, con il loro patrimonio umano e gastronomico; dall’altra Tokyo, con la sua dimensione internazionale e la sua cultura profondamente diversa.
In mezzo c’è il percorso di Giuseppe Errichiello, che parte dal forno di zio Tonino, attraversa le difficoltà della giovinezza, il servizio militare, l’incontro con Ayumi e la decisione di trasferirsi in Giappone.
Arrivano la famiglia, la paternità, la nostalgia, la nascita di “Napoli Sta’ Ca’” e infine l’affermazione imprenditoriale culminata nel prestigioso posizionamento ai vertici di “50 Top Pizza”.
Una storia nella quale la pizza diventa il punto d’incontro tra identità e internazionalizzazione.
Il libro, però, racconta anche qualcosa di più: la possibilità di partire dalle proprie radici senza rimanerne prigionieri, portandole con sé per costruire un nuovo futuro.
L’organizzazione dell’evento è stata curata da Just Live, nella figura di Luigi Castaldo, con il supporto di M4 Associati, nella figura di Max Soria.
“Un napoletano al Wasabi” è edito da LFA Publisher.
Da Afragola a Tokyo, Giuseppe Errichiello racconta il suo percorso nel mondo della pizza: sacrifici, radici napoletane, famiglia, imprenditoria e il successo di “50 Top Pizza”.
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