Dall’intelligenza artificiale alla storia: una ricerca internazionale riapre il caso dell’iscrizione cifrata di Santa Maria La Nova

Analisi con intelligenza artificiale dell'iscrizione cifrata della Cappella Turbolo nella chiesa di Santa Maria La Nova.

Tecnologie avanzate, modelli statistici e cooperazione scientifica internazionale al centro dello studio firmato da Cosimo Palma e Louie Helm

L’intelligenza artificiale continua a dimostrare la propria capacità di estendere il campo della ricerca ben oltre gli ambiti tradizionali. Dalla medicina all’industria, fino agli studi umanistici, gli algoritmi stanno diventando strumenti sempre più efficaci per affrontare problemi complessi. È in questo scenario che si inserisce il lavoro realizzato da Cosimo Palma, dottore di ricerca in Intelligenza Artificiale presso l’Ufficio Pubblicazioni dell’Unione Europea, e Louie Helm di RockstarResearch.com negli Stati Uniti, dedicato alla celebre iscrizione cifrata della Cappella Turbolo, custodita nella chiesa napoletana di Santa Maria La Nova.

I risultati saranno illustrati il 20 luglio alle ore 17 presso il Museo Filangieri, nel corso di un incontro aperto al pubblico organizzato per divulgare uno studio che ha già trovato spazio nei principali circuiti scientifici internazionali.

L’innovazione entra nella crittologia storica

Il progetto rappresenta un esempio concreto di applicazione delle tecnologie digitali allo studio del patrimonio storico.

Gli autori hanno sviluppato un metodo interdisciplinare capace di integrare competenze provenienti da ambiti differenti:

  • intelligenza artificiale;
  • crittologia storica;
  • analisi statistica;
  • linguistica computazionale;
  • studio dei corpora medievali in lingue slave.

L’obiettivo non è formulare nuove ipotesi suggestive, ma costruire un processo di ricerca rigoroso, replicabile e verificabile, fondato sull’analisi quantitativa dei dati.

È proprio questo approccio metodologico a rappresentare il principale elemento innovativo dello studio.

Superare le interpretazioni speculative

Negli ultimi anni il mistero dell’iscrizione della Cappella Turbolo ha alimentato numerose ricostruzioni, molte delle quali legate alla teoria della presunta sepoltura di Vlad Tepes, il principe valacco noto come Dracula, all’interno del complesso monumentale di Santa Maria La Nova.

La ricerca di Palma e Helm si distingue proprio perché sceglie di mettere da parte ogni interpretazione non supportata da elementi verificabili.

Attraverso strumenti matematici e informatici, gli studiosi hanno ottenuto una lettura dell’epigrafe differente rispetto a quelle formulate finora, senza tuttavia presentarla come una soluzione definitiva.

Una ricerca ancora aperta

Gli stessi ricercatori evidenziano come il lavoro rappresenti un passaggio fondamentale ma non conclusivo.

Per completare la decifrazione dell’iscrizione sarà infatti necessario ampliare il gruppo di ricerca coinvolgendo specialisti in:

  • filologia slava;
  • lingua ceca medievale;
  • crittologia storica.

La futura collaborazione interdisciplinare consentirà di verificare ulteriormente i risultati ottenuti e di consolidare le ipotesi emerse dall’analisi statistica.

Il riconoscimento della comunità accademica

Prima della presentazione napoletana, lo studio ha già affrontato il confronto con la comunità scientifica internazionale.

La ricerca è stata presentata:

  • a CriTo 2026 di Torino;
  • alla conferenza Geheimschriftenzoom presso l’Università di Wuppertal;
  • a HistoCrypt 2026, uno dei più importanti appuntamenti mondiali dedicati alla crittologia storica, organizzato dall’Università della Piccardia.

In quest’ultima occasione il lavoro è stato pubblicato anche negli atti ufficiali della conferenza, confermando il valore scientifico dell’indagine e l’interesse suscitato tra gli studiosi del settore.

La divulgazione come parte della ricerca

La presentazione del 20 luglio al Museo Filangieri nasce anche con un obiettivo divulgativo.

L’iniziativa, promossa da Salvatore Forte e F. Afro de Falco dell’Associazione Culturale IVI, vuole rendere accessibili al grande pubblico temi generalmente riservati agli ambienti accademici, dimostrando come la ricerca scientifica possa contribuire alla valorizzazione del patrimonio culturale napoletano.

L’evento sarà aperto liberamente ai cittadini e rappresenterà un’occasione per comprendere il funzionamento delle metodologie impiegate e il percorso che ha portato ai risultati ottenuti.

Dalla curiosità personale a un progetto internazionale

Come racconta Cosimo Palma, tutto è nato dall’interesse per le ipotesi relative alla presunta tomba di Dracula custodita a Santa Maria La Nova e ai possibili collegamenti con l’iscrizione della Cappella Turbolo.

Da quella curiosità è maturata la decisione di affrontare il problema con gli strumenti dell’intelligenza artificiale applicata alla crittologia storica, trasformando una suggestione in un progetto di ricerca scientifica.

Il successivo confronto con F. Afro de Falco e Salvatore Forte, studiosi impegnati da anni nella valorizzazione della storia e della simbologia dei monumenti napoletani, ha favorito la nascita dell’iniziativa divulgativa che accompagnerà la presentazione ufficiale dello studio.

L’intero progetto dimostra come l’incontro tra tecnologie avanzate, ricerca interdisciplinare e patrimonio culturale possa aprire nuove prospettive nello studio dei grandi enigmi della storia, offrendo strumenti innovativi per analizzare documenti e testimonianze che da secoli attendono una decifrazione definitiva.


Un progetto tra ricerca europea e competenze internazionali utilizza l’intelligenza artificiale per affrontare uno dei più affascinanti enigmi storici custoditi nel cuore di Napoli.


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About the Author: Angelo Cannavacciuolo

Giornalista Pubblicista dal 2018 e Direttore responsabile Italia News radio tv – Testata giornalistica on line registrata presso il Tribunale di Nola, al registro stampa n. 3 del 3 dicembre 2024. Scrive per imparare, per ricordare, per esprimere, per raccontare, per informare e per sentire quel brivido di vita che solo la scrittura e poche altre cose possono dare.