Sette laboratori gratuiti, 120 giovani coinvolti e una rassegna che porta musica, teatro e danza nei quartieri della VII Municipalità
Non soltanto spettacoli, concerti e grandi protagonisti della cultura. La quinta edizione di “Extra Moenia – Il Centro esploso” nasce con l’ambizione di costruire una relazione più profonda con i territori nei quali arriva, trasformando la cultura in uno spazio di incontro, formazione e partecipazione.
Dal 4 al 31 ottobre, la rassegna promossa dall’Associazione Domenico Scarlatti, presieduta dal maestro Enzo Amato, attraverserà Miano, Secondigliano, San Pietro a Patierno e Capodichino, nell’ambito di “Affabulazione – Espressioni della Napoli policentrica” del Comune di Napoli.
Dieci appuntamenti tra musica, teatro e danza, ma anche sette laboratori gratuiti, oltre 100 ore di attività e circa 120 giovani coinvolti, compresi ragazzi con disabilità.
È proprio questa dimensione a definire uno degli aspetti più significativi del progetto: portare gli spettacoli nelle periferie, ma contemporaneamente costruire occasioni perché gli abitanti, e soprattutto le nuove generazioni, possano diventare parte del processo culturale.
Dai quartieri alla partecipazione
Il sottotitolo scelto per questa edizione è “Voci della Storia”.
La rassegna utilizza la musica e la narrazione biografica per attraversare cinque secoli di cultura, raccontando compositori, scrittori e protagonisti della storia attraverso spettacoli e produzioni pensati per incontrare pubblici differenti.
L’obiettivo è contribuire alla costruzione di una Napoli policentrica, nella quale la cultura non sia concentrata esclusivamente nelle aree centrali della città.
Miano, Secondigliano, San Pietro a Patierno e Capodichino diventano così luoghi nei quali la proposta culturale incontra comunità, scuole, associazioni e realtà sociali.
La scelta delle sedi rafforza questa impostazione: dalla Masseria Luce, museo rurale e centro principale della manifestazione, alle chiese dei Santi Cosma e Damiano e dell’Immacolata, fino al Salone degli Aviatori dell’Aeroporto Militare di Capodichino, eccezionalmente aperto al pubblico.
I giovani al centro del progetto
Uno degli elementi caratterizzanti della quinta edizione è il programma di formazione.
I sette laboratori gratuiti prevedono complessivamente oltre 100 ore di attività e coinvolgono circa 120 giovani.
Le proposte affrontano diversi linguaggi e modalità di espressione: dalla narrazione biografica al teatro di memoria, dall’accessibilità nello spettacolo al canto, dai tamburi a cornice alla danza, fino al progetto dei Giovani Ambasciatori della Cultura.
L’idea è quella di offrire ai ragazzi strumenti per avvicinarsi alla cultura non soltanto come spettatori, ma come protagonisti di un percorso nel quale memoria, creatività e territorio possono incontrarsi.
Particolare attenzione è riservata inoltre alla partecipazione di ragazzi con disabilità, inserendo il tema dell’accessibilità all’interno della progettazione culturale.
La memoria come strumento educativo
Il concetto di memoria attraversa l’intera manifestazione.
Il tema “Voci della Storia” permette infatti di utilizzare le biografie di compositori e protagonisti della cultura come punto di partenza per raccontare epoche, idee e trasformazioni sociali.
È una prospettiva che emerge già nell’apertura del 4 ottobre, quando nella Chiesa della Madonna dell’Arco di Miano sarà proposto “Ardo d’amore e piango”, dedicato a Gesualdo da Venosa, con Mario Brancaccio e un ensemble impegnato nel repertorio di Falconieri, Gesualdo e Matteis.
L’8 ottobre Edgar Colonnese proporrà al Centro Giovanile Pertini una nuova incursione nella storia di Napoli, mentre nella chiesa dei Santi Cosma e Damiano andrà in scena “I Sogni son desideri…”, una delle due produzioni inedite della rassegna.
La cultura diventa così anche uno strumento per interrogare il passato e restituirlo alle nuove generazioni attraverso linguaggi contemporanei.
Una rete territoriale che mette insieme competenze diverse
Il progetto coinvolge una rete composta da scuole, parrocchie, associazioni, istituzioni e realtà sociali del territorio.
La supervisione scientifica è affidata alla professoressa Francesca Marone, responsabile del Dipartimento di Scienze Umane dell’Università Federico II.
La collaborazione tra soggetti differenti permette alla rassegna di sviluppare una dimensione che va oltre la singola programmazione degli eventi.
L’obiettivo è infatti costruire relazioni, favorire l’accesso alla cultura e creare occasioni di incontro in territori nei quali la proposta culturale può assumere anche una funzione di aggregazione.
La musica come linguaggio aperto a tutti
Il programma artistico accompagna questa dimensione sociale con un’offerta estremamente articolata.
Il 10 ottobre, alla Masseria Luce, sarà proposta la “Cavalleria Rusticana” di Mascagni in esecuzione integrale, con il racconto di Lidia Ferrara, coro, orchestra e videomapping sulla facciata della struttura.
L’11 ottobre Cristina Donadio sarà protagonista di “Incontri d’Autori”, tra Liszt e Petrarca, Weill e Brecht, Piazzolla e Borges.
Il 16 ottobre arriverà “Tarantelle”, produzione inedita con Roberto Del Gaudio, Mimmo Napolitano, Giuseppe Di Colandrea ed Emidio Ausiello, insieme all’Ensemble di Tamburi a cornice e al Dansemble, con effetti olografici.
Spazio anche alla grande tradizione pianistica con Bruno Canino, protagonista di “Leggenda del Pianoforte”, e al mondo del belcanto con “Qui la voce sua soave…”, raccontato da Roberto Del Gaudio.
Un’esperienza culturale tra tradizione e nuove tecnologie
La dimensione educativa si intreccia anche con l’innovazione.
Tra gli appuntamenti della rassegna figura infatti la BrainArt Experience, progetto immersivo nel quale gli spettatori indossano sensori EEG capaci di trasformare le loro onde cerebrali in immagini generative proiettate su ledwall.
Il sistema consente alle immagini di interagire in tempo reale con luci, musica e narrazione.
L’esperienza comprende inoltre realtà virtuale e uno storybook multimediale realizzato con GRETA srl, spin-off dell’Università degli Studi di Napoli Federico II.
La tecnologia diventa quindi una modalità ulteriore per avvicinare il pubblico alla creazione artistica e sperimentare forme diverse di partecipazione.
Dalla danza storica a Mozart
Il 27 ottobre, nel Salone degli Aviatori dell’Aeroporto Militare di Capodichino, la storia tornerà protagonista con il “Gran Valzer in abiti d’epoca”, raccontato da Amedeo Colella e realizzato con il Centro Studi Danze Storiche, solisti e Orchestra da Camera di Napoli diretta da Enzo Amato.
Il 29 ottobre sarà proposto il Requiem di Mozart, mentre il 31 ottobre, nella Chiesa dell’Immacolata di Capodichino, la rassegna si chiuderà con “Il Maestro di Cappella” di Domenico Cimarosa, con Amedeo Colella e l’Orchestra a Fiati Margherita di Savoia.
Un programma nel quale epoche e linguaggi diversi convivono, offrendo al pubblico la possibilità di incontrare repertori e forme artistiche differenti.
Un percorso che punta sui giovani e sul pubblico non abituale
Per questa quinta edizione Extra Moenia punta a circa 3.500 presenze, con una previsione del 35% di pubblico giovane e non abituale.
Il dato si inserisce in un percorso già avviato negli anni precedenti.
Tra il 2022 e il 2025, infatti, la rassegna ha proposto 35 spettacoli e 16 laboratori, raggiungendo circa 6.000 spettatori.
La nuova edizione prova a consolidare questa esperienza attraverso una programmazione nella quale spettacolo dal vivo, formazione, accessibilità e valorizzazione territoriale procedono insieme.
La periferia come luogo di cultura
Il significato di Extra Moenia emerge dunque dal rapporto tra il cartellone e i territori.
Portare Bruno Canino, Cristina Donadio, Mozart, Mascagni, Cimarosa e Gesualdo fuori dai circuiti culturali tradizionali significa anche costruire occasioni nelle quali le comunità possano incontrare linguaggi e patrimoni spesso percepiti come lontani.
E accanto agli spettacoli, coinvolgere giovani, scuole, associazioni e persone con disabilità significa provare a rendere la cultura un’esperienza condivisa.
La quinta edizione di “Extra Moenia – Il Centro esploso” rientra nella quinta edizione di Affabulazione – Espressioni della Napoli policentrica, promossa dal Comune di Napoli con il sostegno economico del Fondo Nazionale per lo Spettacolo della Direzione Generale Spettacolo del Ministero della Cultura.
Tutti gli appuntamenti sono a ingresso gratuito.
Per informazioni e programma completo: www.extramoenia.cloud.
Cultura, formazione e inclusione sono al centro di Extra Moenia, la rassegna che coinvolge giovani, scuole e comunità della VII Municipalità di Napoli.
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