“Un diavolo per capello”, quando il salone di bellezza diventa il palcoscenico delle donne

Il cast di Un diavolo per capello, commedia diretta da Cinzia Berni al Teatro Tirso de Molina di Roma.

Cinzia Berni firma la regia della commedia scritta con Roberto Marafante, in arrivo dal 3 novembre al Teatro Tirso de Molina di Roma. Tra equivoci, passioni e confessioni, spazio anche al giovane talento livornese Flavio Pagni.

Un salone di bellezza può diventare molto più di un luogo dedicato alla cura dell’immagine. È un osservatorio privilegiato sulla società, un piccolo mondo dove le persone si incontrano, si raccontano e, spesso senza rendersene conto, finiscono per mettere a nudo le proprie emozioni. Tra una tinta e una piega si parla di tutto: relazioni sentimentali, problemi familiari, tradimenti, sogni e delusioni. È questa dimensione quotidiana, sospesa tra leggerezza e verità, a fare da sfondo a “Un diavolo per capello”, la commedia di Cinzia Berni e Roberto Marafante, diretta dalla stessa Berni e in scena dal 3 novembre 2026 al Teatro Tirso de Molina di Roma.

Il titolo richiama immediatamente un universo fatto di ironia e situazioni imprevedibili, ma dietro la comicità si sviluppa un racconto che mette al centro le donne, le loro relazioni e quella particolare forma di solidarietà che può nascere anche tra persone molto lontane per carattere ed esperienze.

Il 1926 e la rivoluzione del caschetto: cento anni di cambiamenti

C’è un riferimento storico che accompagna idealmente lo spettacolo: il 1926, anno che richiama l’affermazione del caschetto femminile come simbolo della modernità. I capelli corti diventano allora un segno riconoscibile di emancipazione, un cambiamento estetico che riflette anche nuove aspirazioni sociali e culturali.

Il taglio di capelli smette di essere soltanto una questione di moda e diventa una dichiarazione di indipendenza. La donna moderna comincia a ridefinire la propria immagine e il proprio posto nella società.

Un secolo dopo, il salone di bellezza conserva questa dimensione simbolica. È uno spazio di trasformazione nel quale l’apparenza incontra la personalità e dove, dietro lo specchio, emergono storie che meritano di essere ascoltate. La commedia utilizza proprio questo ambiente per costruire una narrazione corale, nella quale ogni personaggio contribuisce a comporre un mosaico di esperienze femminili.

Dentro il salone di “El Diable”, tra segreti e colpi di scena

Il cuore della vicenda è il salone di El Diable, parrucchiere alla moda e proprietario del locale. Intorno a lui si muovono tre clienti, un’estetista e il suo avvenente fidanzato. Le dinamiche tra i personaggi trovano uno spazio privilegiato nella saletta vip, dove le conversazioni si trasformano rapidamente in occasioni di confronto e innescano situazioni comiche.

Il pubblico viene accompagnato tra amori complicati, tradimenti, pettegolezzi e fragilità personali. Ogni incontro può riservare una sorpresa e ogni confidenza può diventare il punto di partenza per un nuovo equivoco.

Il parrucchiere assume così il ruolo di un autentico confessionale laico: un luogo dove si entra per cambiare acconciatura e si finisce per raccontare la propria vita. La comicità nasce proprio dalla spontaneità dei rapporti, dalle reazioni imprevedibili e dalle differenze caratteriali che rendono ogni situazione potenzialmente esplosiva.

Cinzia Berni, dalla scuola di Luigi Proietti alla regia

A dare forma teatrale a questo universo è Cinzia Berni, attrice, autrice e regista che ha maturato una lunga esperienza artistica. Nel suo percorso occupa un posto importante la formazione presso il celebre Laboratorio di esercitazioni sceniche di Luigi Proietti, ambiente dal quale sono emersi numerosi interpreti del panorama italiano.

Berni è stata tra le allieve predilette di Proietti e ha sviluppato negli anni un percorso che unisce il lavoro sul palcoscenico alla scrittura e alla direzione degli spettacoli.

Un elemento distintivo della sua attività è anche l’attenzione riservata ai giovani interpreti. La ricerca di nuovi talenti rappresenta infatti una componente del suo impegno artistico: riconoscere potenzialità, offrire opportunità e creare occasioni di confronto tra generazioni differenti.

Una filosofia che trova spazio anche nel cast di “Un diavolo per capello”.

Flavio Pagni, una nuova presenza nel cast

Tra gli interpreti dello spettacolo c’è Flavio Pagni, giovane attore livornese scelto da Cinzia Berni per interpretare Maurizio.

Il suo personaggio è un giovane barista con il sogno di diventare cantante, una figura che porta nel salone una presenza maschile capace di alterare gli equilibri e alimentare nuove tensioni sentimentali.

Maurizio è bello, irriverente e inconsapevolmente destabilizzante. Il suo fascino diventa un elemento narrativo importante, capace di innescare reazioni e situazioni divertenti tra le protagoniste.

La presenza di Pagni accanto ad artisti con maggiore esperienza rappresenta anche un’opportunità di crescita e confronto professionale. La regista continua così il proprio percorso di valorizzazione delle nuove generazioni, inserendo un volto giovane in una commedia costruita sull’incontro tra sensibilità differenti.

Sei interpreti per una commedia sull’universo femminile

Sul palcoscenico del Teatro Tirso de Molina salirà un cast composto da Geppi Di Stasio, Cinzia Berni, Maria Lauria, Francesca Ceci, Sara Adami e Flavio Pagni.

Un gruppo di interpreti chiamato a dare vita a un racconto corale nel quale le relazioni personali diventano il motore della comicità. I costumi sono firmati da Federico Zaccone, mentre l’aiuto regia è affidato a Simone Manzi.

La commedia si sviluppa intorno a un tema universale: la necessità di sentirsi comprese e la possibilità di trovare sostegno anche in chi, inizialmente, sembra essere una rivale.

Perché dietro le discussioni, le gelosie e le apparenze si nasconde spesso una realtà condivisa. Le donne possono essere diverse, possono scontrarsi e non pensarla allo stesso modo, ma sanno anche riconoscere il valore della complicità.

Appuntamento al Teatro Tirso de Molina di Roma

Con “Un diavolo per capello”, Cinzia Berni propone una commedia che parte da un ambiente familiare per affrontare, con il sorriso, temi ancora attuali. Il richiamo al 1926 aggiunge una prospettiva simbolica a un racconto che parla di trasformazione, libertà e identità.

Un secolo dopo la rivoluzione del caschetto, il messaggio continua a essere attuale: ogni cambiamento può cominciare da un gesto apparentemente semplice. Anche da un taglio di capelli.

UN DIAVOLO PER CAPELLO

  • Teatro: Teatro Tirso de Molina
  • Indirizzo: Via Tirso 89, Roma
  • In scena dal: 3 novembre 2026
  • Autori: Cinzia Berni e Roberto Marafante
  • Regia: Cinzia Berni
  • Cast: Geppi Di Stasio, Cinzia Berni, Maria Lauria, Francesca Ceci, Sara Adami e Flavio Pagni
  • Costumi: Federico Zaccone
  • Aiuto regia: Simone Manzi
  • Informazioni e prenotazioni: 06 8411827
  • WhatsApp: 351 9642774

Un salone di bellezza, tante storie da raccontare e una girandola di equivoci: dal 3 novembre Cinzia Berni porta a Roma Un diavolo per capello.


Continua a seguire il nostro sito e la pagina Facebook Italia News radiotv, siamo anche su Youtube e  Instagram. Resta aggiornato con le ultime notizie su eventi, musica, tv, libri e cultura a 360gradi!


Tutte le immagini presenti in questo sito sono protette da copyright e sono utilizzate esclusivamente a scopo informativo. È vietata la riproduzione, distribuzione o utilizzo senza autorizzazione. Per richieste di utilizzo, contattaci all’indirizzo redazione@italianewsradiotv.it Qualora siano state utilizzate immagini ritenendole di pubblico dominio o in buona fede, nel caso ciò non fosse conforme alle sue preferenze o ai diritti d’autore, siamo a completa disposizione per rimuoverle immediatamente. La preghiamo di comunicarci eventuali richieste o chiarimenti scrivendo a redazione@italianewsradiotv.it .


Recommended For You

About the Author: Angelo Cannavacciuolo

Giornalista Pubblicista dal 2018 e Direttore responsabile Italia News radio tv – Testata giornalistica on line registrata presso il Tribunale di Nola, al registro stampa n. 3 del 3 dicembre 2024. Scrive per imparare, per ricordare, per esprimere, per raccontare, per informare e per sentire quel brivido di vita che solo la scrittura e poche altre cose possono dare.